Elezioni, dopo il grande bluff dei nomi, M5s decide con Rousseau se stare col Pd (e con Fora)

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il fuoco d’artificio di fantasiose candidature per il nuovo centrosinistra alla presidenza della Regione Umbria finisce con il senatore Gallinella che propone il “petardo” Proietti, sindaco di Assisi, rendendo evidenti i problemi con la base grillina umbra

di Marco Brunacci

PERUGIA – Finito il fuoco di artificio di nomi, di candidature fantasiose, dopo aver chiesto di sicuro la disponibilità a correre per presidente della Regione Umbria anche a Santa Chiara, Madame Curie e Martin Luther King, e preso atto della impossibilità momentanea in quanto defunti, avendo ripiegato su don Matteo ma aver scoperto che è solo un personaggio da fiction, alla fine Di Maio e i suoi del M5s umbro sono davanti al giudizio di Rousseau.

Si vota di venerdì a dimostrazione che non sono scaramantici. Alla propria base, i vertici grillini si presentano, dopo aver promesso che l’esperienza dell’Umbria di alleanza con il Pd sarebbe stata la rivoluzione dei civici attraverso uno strabiliante candidato comune alla presidenza, in definitiva con un sacchetto di coriandoli fatti con i ritagli di giornali.
Una volta terminata di leggere la lista delle smentite dei presunti candidati, che nessuna intenzione avevano di mettersi nel frullatore Umbria per far contento Di Maio, risulta che su Rousseau i grillini potranno dire sì o no alla alleanza col Pd, civica quanto si vuole ma pur sempre col Pd, con una sola alternativa a Fora rimasta in campo, che sarebbe poi Stefania Proietti.
Ora, chi ha seguito anche distrattamente la politica umbra sa che Stefania Proietti si avvicina alla politica proprio con il movimento Cinquestelle, poi passa per l’esperienza civica dalla porta del Pd. Se si scegliesse lei invece di Fora, sarebbe come cedere al M5s la candidatura alla presidenza della Regione Umbria (mentre c’è chi suggerisce che l’intesa sulle regioni, prevede che ai grillini vada la Calabria).

Chiunque segue la politica umbra, anche concedendosi distrazioni, sa pure che l’accordo su Andrea Fora candidato presidente – il quale ha lasciato la guida di Confcooperative per correre alle elezioni regionali – è stato fatto ai massimi livelli nazionali, con importanti sostenitori. Pensare che, a questo punto, Fora lasci e dica: “Abbiamo scherzato” è da matti.
Non solo: ma anche l’intesa tra Pd e M5s per l’Umbria – raccontano fonti di solito benissimo informate – ha avuto il via libera (un paio di settimane fa) di Beppe Grillo in persona d’intesa con i massimi vertici nazionali del Pd (e Marina Sereni tra i protagonisti). Di solito Rousseau non dà indicazioni diverse da quelle decise dai vertici del Movimento, con buona pace dei leader regionali cinquestelle. Ma qualora – non è gran che probabile – le desse, vorrebbe solo dire che l’Umbria non sta così tanto a cuore ai M5s e che comunque Di Maio non è riuscito, nonostante il fuoco d’artificio di candidature altisonanti a mezzo stampa, a convincere la base grillina umbra.

Farebbe pensare però a quest’ultimo scenario la dichiarazione dell’ottimo senatore umbro Gallinella, uno dei migliori elementi del parterre de roi grillino, a favore di Stefania Proietti come candidata alla presidenza.
Per riepilogare e concludere, e in favore di chi non ha intenzione alcuna di rompersi la testa dietro i contorcimenti di questa politica attorcigliata, nella quale è complicato trovare un senso a quel che succede: il civico che è stato sposato dal Pd, Fora, comunque resterà candidato alla presidenza della Regione Umbria, a M5s spetta soltanto di decidere nelle prossime ore (con o senza Rousseau) se dire di sì a Fora o se correre da solo (con o senza Proietti). Amen.

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