TERNI – «L’operato della Polizia Locale viene apprezzato da Palazzo Spada e ne siamo felici, ma restano ancora da risolvere i problemi della cella di sicurezza, degli spogliatoi e della nuova sede. Tutte questioni su cui vorremmo che il Comune fosse più rapido». Così il coordinamento regionale del CSA RAL, dopo che lunedì sera, durante una trasmissione televisiva l’assessore al Bilancio del Comune di Terni, Michela Bordoni, ha espresso apprezzamento per l’operato della Polizia Locale sul versante sicurezza.
I dati presentati dall’assessore, in merito all’attività degli agenti, sono infatti notevoli: quasi 4.000 servizi davanti alle scuole, spesso in borghese, per combattere la microcriminalità, lo spaccio di stupefacenti e atti di bullismo; la sinergia con le altre forze dell’ordine nei progetti “Movida Sicura” e “Terni Città Sicura”, oltre naturalmente a tutte le molteplici attività quotidiane di istituto.
«Per il CSA RAL – spiega in una nota il coordinamento regionale del CSA RAL – non è stata di certo una scoperta, ben conoscendo la professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Locale. Tuttavia, se l’amministrazione comunale, sindaco in testa, sono soddisfatti dell’operato dei agenti, gli agenti non possono essere altrettanto soddisfatti dell’operato del sindaco. Permane infatti una situazione di stallo sul versante che riguarda la cella di sicurezza, gli spogliatoi e in generale di una sede idonea, per la quale c’erano impegni che sembravano essere concreti. Ad oggi gli agenti che sottopongono persone a fermo giudiziario sono costretti a portare il fermato, spesso con le manette, tra le persone in fila per il rilascio delle carta di identità, oppure tra le persone che frequentano il bar adiacente, per poi assicurarlo in una stanza non idonea all’interno degli uffici con rischi ben evidenti. Ancora oggi una parte degli spogliatoi ha un utilizzo promiscuo, costringendo il cambio del vestiario a turno tra il personale femminile e maschile”.
«Una situazione – prosegue il coordinamento regionale – non più sostenibile a cui si aggiunge il rischio concreto, nei prossimi due anni, di possibili numerosi pensionamenti che renderebbero vani gli sforzi fatti con le recenti assunzioni. Un quadro che non permette la giusta tranquillità tra gli operatori, già umiliati da una proposta approvata alla Camera dei Deputati, ed ora in discussione al Senato, per una riforma della legge quadro nettamente peggiorativa rispetto a quella esistente datata circa 40 anni fa, e contro la quale il CSA ha dichiarato uno sciopero nazionale con manifestazione a Roma il 12 giugno. Una riforma inadatta alla gestione delle competenze delle donne e degli uomini della Polizia Locale, che devono obbligatoriamente confrontarsi con una situazione sociale difficile, sopratutto per le condizioni economiche delle famiglie che spesso genera stress e forti frizioni. C’è un intreccio tra problematiche di derivazione locale e nazionale che stanno rendendo il clima lavorativo inadatto alle attività richieste sia dall’amministrazione comunale che dal governo nazionale, e che impegnano gli operatori della Polizia Locale oltre le proprie competenze, senza le necessarie coperture economiche statali e senza le doverose tutele giuridiche. Per questo, nella certezza del comune intento di valorizzare il servizio della Polizia Locale per renderlo sempre più rispondente alle esigenze della collettività, riteniamo opportuna una migliore sinergia nei rapporti tra le parti e diamo la massima disponibilità per un confronto, da noi considerato urgente, per la soluzione delle problematiche esistenti».

