POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Tre atti rilevanti: l’accordo Regione-Università sugli specializzandi, l’astensione della minoranza sul bilancio regionale e il voto tutti insieme su come affrontare le urgenze della sanità. Il discorso istituzionale di Tesei e il lodo Fora: «Orgoglioso di far parte di questa assemblea»
di Marco Brunacci
PERUGIA – La strada stretta (ma, qui ed ora, senza alternative) della collaborazione tra maggioranza e opposizione, tra istituzioni diverse, tra sensibilità non omogenee, è stata imboccata in Umbria con tre atti rilevanti che vanno sottolineati.
Il primo atto è stato quello che ha riportato vicini Università e Regione. La bozza di intesa per la contrattualizzazione degli specializzandi (quarto e quinto anno) dalla facoltà medica qui in Umbria significa che Tesei (governatrice) e Oliviero (rettore) tornano a parlarsi direttamente e a intendersi, che promettono di guardare l’una nel campo dell’altro quando ci saranno (e ce ne saranno tante, tantissime) necessità per portare a soluzione la fase dell’emergenza sanitaria e anche quando si tratterà di far ripartire il sistema Umbria. Gli altri due atti li ha compiuti l’Assemblea legislativa. Merita un’attenzione particolare (ma lo faremo più avanti) il discorso della presidente Tesei per illustrare la manovra di bilancio. Qui diciamo che l’opposizione ha apprezzato il profilo istituzionale che ha scelto Tesei.
Ma il risultato che conta è che l’atto ha ottenuto l’astensione della minoranza. E Tesei ha ancora mostrato il suo lato più solido, donna di governo, determinata, non accondiscendente ma a suo agio anche quando si tratta di dialogare, non dogmatica ma rigorosa, che comunque non dimentica il ruolo e la responsabilità di leader designato di tutti gli umbri. Tanto più in un momento così drammatico per ogni cittadino. Qui va segnalato una sorta di lodo Fora. Il mancato candidato presidente del centrosinistra è stato fondamentale nell’indicare la strada: «Avremmo sottolineato punti positivi del bilancio regionale e stigmatizzato carenze in tempi normali, ma quando c’è un’emergenza come questa è il momento della responsabilità». Qui nasce l’astensione della minoranza, con i toni di Meloni e Bori (Pd) mai così pacati.
È stata questa la premessa per arrivare al terzo atto: un ordine del giorno unitario sull’impegno dell’Umbria nella straordinaria emergenza coronavirus. Non solo parole: ci si impegna insieme a dare il massimo apporto per far fronte alle esigenze della sanità umbra. Tutto quello che serve per non lasciar soli in prima linea medici e operatori sanitari che attendono in questi giorni l’arrivo dell’onda più alta della pandemia. Non dividersi su questo punto è un atto dovuto, un riconoscimento al coraggio di tutti coloro che sono chiamati a un sacrificio e a un impegno unico nei confronti della comunità umbra.
Merita di essere ascoltato ancora Fora, perché non c’è retorica quando dice: «Oggi sono orgoglioso di far parte di questa assemblea». Il tempo per dividersi, quando si tratterà di fare scelte economiche dettagliate, supportate da diversi convincimenti politici, può attendere.


