Fase 2, ecco la road map della Tesei. Per riaprire le imprese mascherine, distanze e accordo col sindacato

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Pronta la proposta dell’Umbria. Se serve pronti al pressing con Colao. Si comincia col Comitato scientifico presieduto dal rettore per monitorare la situazione (ora i numeri sono molto buoni ma vanno controllati). Poi banche, Sviluppumbria e Gepafin in campo

di Marco Brunacci

PERUGIA – Fase 2, lo schema lo abbiamo descritto nel Pole Politik di Pasqua. Ora qualcosa di più preciso sulla road map e gli obiettivi di breve periodo. Dei cittadini abbiamo detto, della loro liberazione se ne riparla più avanti. Ma se ne riparlerà.

Ora l’emergenza è l’economia e il nodo sono le imprese. Sempre pensando, però, che tutta la costruzione si regge se il virus continua a essere tenuto sotto controllo, come i numeri umbri dicono che si sta facendo in questi giorni.

Primo passo: il comitato scientifico

Ecco allora che la settimana della partenza della Fase 2 inizia con un comitato scientifico presieduto dal rettore dell’Università, Maurizio Oliviero, con i suoi docenti che sono in maggioranza rispetto ai rappresentati della Regione. Un tributo alla scienza umbra.
Si farà monitoraggio costante, attenzione massima ai risultati dei quick test come delle sperimentazioni dei farmaci nelle terapie normali e in quelle intensive. Tutti insieme contro l’infido nemico, che si presenta a volte come dr Jekyll e troppe volte come un letale mr Hyde.
Qui si progetterà – sempre che i numeri restino questi che abbiamo – la ripartenza.
Prima la sanità poi l’economia, che – si diceva ieri – stenta, barcolla, rischia da un momento all’altro il colpo del ko. Non si deve sacrificare all’economia la salute ma è iniquo nascondersi tutte le criticità.

Banche e partecipate regionali in campo

La presidente Tesei, nel suo stile, un passo per volta ma con una meta ben definita e da raggiungere in tempi utili, si gioca tutto sulla ripartenza del tessuto produttivo umbro. Il virus è stata contenuto, il sistema sanitario prima ha retto e poi si è modificato e rimodulato in corso, durante un’emergenza da far tremare i polsi.
Ora c’è la fase 2. Conquistata provvedimento per provvedimento, tampone per tampone. Non si può perdere. La Tesei lo sa e pretende il massimo da tutti. Dopo il Comitato scientifico, seconda stazione della road map, si va tutti dalla banche per mettere a terra la liquidità promessa con apposito decreto dal Governo. Non si capisce ancora quanto è promesse e quanto soldi veri, ma tutto quello che c’è in Umbria deve arrivare prima possibile e nel modo meno gravoso al tessuto produttivo. Le banche siano responsabili.
Terza stazione: una sveglia come non si sentiva suonare da tempo immemore per le partecipate regionali. Sviluppumbria e Gepafin sono chiamate a lavorare senza pausa e col massimo della determinazione per le imprese. E lo devono fare nonostante i tagli previsti (e confermati) dalla spending review della Tesei. Che sono poi soldi recuperati per l’economia reale.

Il nocciolo duro della proposta

E da qui si si arriva al nocciolo duro, al culmine della road map. La Tesei andrà in ogni dove per dire questo: abbiamo arginato il virus, rafforzato la sanità, sia negli ospedali che sul territorio, per reggere i colpi di coda e ritorni del nemico, ora si tratta di non fargli vincere la battaglia dell’economia.
Quindi una proposta che in questi giorni viene limata e definita nei dettagli.
A grandi linee: le imprese che sono in grado di assicurare dispositivi adeguati, mascherine e guanti e tutto il resto (dpi), insieme con la possibilità per i lavoratori di operare con le distanze corrette, previo accordo col sindacato, firmano un protocollo di impegno e si presentano ai nastri di partenza. Chi può fermarle? Il centralismo di un Governo che spesso appare miope? Ma se è stato il Governo stesso a mettere in campo una task force proprio per far ripartire le imprese.
La Tesei è disposta ad andare in pressing direttamente dal responsabile della task force, Colao, pur di raggiungere il risultato, come è già successo con i respiratori delle terapie intensive. Magari sarà una battaglia, ma di quelle che meritano tutta la vita di essere combattute. Poche storie: l’Umbria del futuro passa dal successo di questa road map.

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