Gioco d’azzardo, Fioroni e Pastorelli (Lega): «Il Governo vuole i soldi degli italiani»

Durissimo il commento dei due consiglieri regionali: «Ennesimo paradosso. Gestione schizzofrenica dell’emergenza»

UMBRIA – Durissimo, il commento dei consiglieri regionali della Lega, Paola Fioroni e Stefano Pastorelli, alla decisione di far ripartire il gioco d’azzardo in Italia. «Il Governo ha fretta di prendere denaro dagli italiani con il gioco d’azzardo. È questo l’ennesimo paradosso di una gestione schizofrenica delle riaperture nella Fase 2», denunciano i due. «Mentre i commercianti, ristoratori e imprenditori del turismo e dei servizi alla persona della nostra Regione non sappiano ancora quando potranno rialzare le saracinesche, la priorità del Governo sia quella di ufficializzare il calendario delle riaperture dei giochi d’azzardo», affermano all’unisono vicepresidente dell’Assemblea legislativa umbra e capogruppo leghista.

«Nonostante la task force capeggiata da Vittorio Colao – spiegano Fioroni e Pastorelli – nella tabella relativa alla Fase 2, suddivisa per codici Ateco e relativi  rischi, abbia qualificato il codice 92 riguardante le ‘Attività di lotterie, scommesse, case da gioco’ quale settore in rosso (valore più a rischio) per quanto riguarda la classe di aggregazione sociale, e in arancione (valore medio-alto) la classe di rischio integrato, l’Agenzia delle Dogane e Monopoli ha annunciato la riapertura per il 4 maggio del Lotto, Enalotto et similia, e che dall’11 maggio riprenderanno a pieno regime anche le slot e le scommesse».

«Chi si occupa per mestiere di ludopatie – proseguono Fioroni e Pastorelli – ben comprende che il problema dell’azzardo compulsivo in questo periodo di crisi e permanenza forzata in casa è già peggiorato in modo significativo. Sono infatti in aumento il numero di telefonate da parte dei giocatori d’azzardo in preda a crisi di astinenza al numero verde dell’Istituto Superiore di Sanità, con una durata media più che raddoppiata. Ansia insonnia, pensiero ossessivo, aggressività è la sintomatologia che manifestano».

«Viviamo in un mondo di paradossi e contraddizioni – proseguono – in cui si invita la gente a giocare responsabilmente mentre il gioco diventa una vera e propria piaga sociale. Sono soprattutto le persone più vulnerabili a farne le spese in maniera trasversale fra giovano ed anziani. In questo momento le persone si sentono più sole, senza reddito e con famiglie da mantenere. Pertanto, il gioco può rappresentare un espediente  da provare per risolvere i problemi e può aumentare il pericolo di rimanere  vittima di usurai e criminalità organizzata».

«Nella Regione Umbria – continuano Fioroni e Pastorelli, che si è dotata nel 2014 di una legge regionale in materia di gioco d’azzardo patologico (la ‘ 21/2014’), l’attenzione della Giunta Tesei per l’attuazione della legge e per la cura dei giocatori patologici e’ già alta. L’assessore Coletto ha dato subito seguito al rafforzamento della rete promuovendo anche un’indagine conoscitiva delle pratiche e dei comportamenti riguardo il Gioco d’azzardo patologico in Umbria».

«Ci impegneremo – concludono – affinché la Giunta porti avanti un’azione in cui i Comuni siano sempre più protagonisti nella lotta al gioco d’azzardo patologico, con l’obbiettivo di far crescere un sistema sempre più  multidimensionale e coordinato nell’ambito della rete integrata tra i servizi, rafforzando nello stesso tempo i circuiti di informazione e sensibilizzazione sul territorio».

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