Il Comune di Perugia
Il Comune di Perugia

Anche a Perugia costituito il gruppo Morositas, la dura legge del populismo

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | In Comune scovati consiglieri e un assessore che sono morosi su tasse (o multe) comunali. E dopo il caos di Terni non si fanno sconti a nessuno. Soprattutto a chi volesse entrare in Giunta

di Marco Brunacci

PERUGIA – Vanno chiamati Morositas. No, non sono le celebri caramelle, ma i nuovi gruppi che si scoprono in ogni comune d’Italia, ma soprattutto dell’Umbria dopo il caos a Terni, di consiglieri comunali (e qualche volta anche di assessori) non in regola con i pagamenti delle varie tasse comunali o multe dei vigli urbani.

Il caso di Perugia è eclatante perché l’assessore qui ci sarebbe, insieme a cinque consiglieri. Non solo: ma assicurano i media avvertiti, che c’è un signore (o una signora, non sappiamo) che ha un debito con la pubblica amministrazione per 10mila o più euro. Il fatto è che a Perugia c’è stata la corsa a mettersi in regola prima del consiglio comunale di lunedì, nel quale verrebbero svelati i nomi dei reprobi (raccontano di sorprese mica di poco conto). E però, per la legge sulla privacy, finché tutto non si è concluso come iter e come discussione in consiglio comunale, nulla si può aggiungere alle scarne informazioni.
Una riflessione però la questione la merita: la dura legge del populismo ha costretto tutti a mettersi in regola al centesimo, le tricoteuse sferruzzano che è un piacere se possono, con il clima attuale, vedere la ghigliottina che fa saltare la testa di quel politico o quell’altro, anche per pochi spiccioli. Il problema è un altro: perché non decidono lor signori che se hanno un conto in sospeso col Comune di farsi da parte oppure, invece, saldano e la piantano lì? Arroganza del potere? Mah, piuttosto, forse, nostalgia per un potere che non c’è più.

È vero che certe volte il contenzioso cittadino-Comune può avere fior di giustificazioni, ma con questo clima, benedetti signori assessori e consiglieri comunali dei gruppi Morositas, lasciate perdere: o pagate o mollate al più presto il posto. Inutile mettersi a spiegare e cavillare. Se non cambia il sentement intorno alla politica un Robespierre che vi fa barba e capelli lo trovate ad ogni crocicchio.
Qualora ci sia qualcuno, poi, tornando a Perugia, che voglia fare l’assessore, ecco la strada: via, veloce, mettere mano al portafogli, saldare e attendere che il posto si liberi.

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