POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il retroscena. La rivoluzione Barberini sarebbe pronta, fioriscono i rumors: in pole position ci sarebbero due manager donne, poi Noto ma non è escluso Panella. L’enigma Casciari
di Marco Brunacci
PERUGIA – Partiamo dall’antefatto: Cityjournal, nei giorni scorsi, ha raccontato, senza che ci fossero poi smentite, che il caso dell’inchiesta sul manager dell’Azienda ospedale di Terni aveva convinto l’assessore Barberini a far partire il progetto che non era riuscito a realizzare a inizio legislatura.
Barberini – si ricorderà – era stato costretto alle dimissioni perché gli altri 4 membri della Giunta avevano stabilito di procedere alle nomine dei direttori generali contro il suo parere. Barberini ritornò in Giunta alcune mesi dopo, con assicurazione che il suo programma di rinnovamento si sarebbe comunque realizzato.
Ora l’assessore regionale alla sanità sembrerebbe intenzionato – il suo silenzio però è assoluto – a mettere mano, alla scadenza di marzo, quando i dg decadranno, a un radicale cambiamento dei manager. Che magari va anche al di là del valore di chi sta operando nelle Aziende della sanità umbra, ma che è indispensabile per affermare la bontà della “dottrina Barberini”: rotazione continua, mai mantenimento di un posto troppo a lungo, possibilità per tutti di fare esperienze in contesti diversi, evitando l’inevitabile logoramento di chi gestisce un potere sempre nello stesso ambito.
Naturalmente in assenza di smentite ufficiali, di fronte a questa prospettiva, sono iniziati a fiorire rumors di ogni genere che raccontano dei nomi di prossimi venturi direttori generali. Tutto prematuro? Possibile. Però il tam tam rulla e va ascoltato.
Per esempio, si dice che all’assessorato ci sia un atteggiamento molto positivo nei confronti di almeno due manager donne, che stanno facendo bene in Regioni con sanità di livello, come la Emilia Romagna e il Piemonte. Nomi top secret, ma che non sono difficilissimi da individuare. Insieme a quello, dicono i rumors, della Donnetti di Viterbo.
Nel frullatore viene inserito sempre il capitano di lungo corso Panella, fresco di esperienza nel Lazio, da dove veniva anche Macchitella, al momento in pensione, ma del quale alcuni in Umbria vorrebbero trovare il clone. Naturalmente torna forte e chiara la candidatura di Noto, attualmente al ministero della Salute, e la cui candidatura era vista di buon occhio da Barberini già due anni fa, quando fu di fatto estromesso dalle nomine dal resto della Giunta regionale.
Tra i 4 attuali il nome meno usurato in incarichi di alto livello in Umbria è quello di Casciari, attualmente alla Asl 1, forte di buoni rapporti soprattutto con la presidente Marini ma in pace pure con Barberini. La sua conferma, magari in altro incarico (la sua ambizione – raccontano – è da sempre quella di sbarcare come dg all’Azienda ospedale di Perugia), potrebbe non essere esclusa. Sempre che la “dottrina Barberini” (tutti nuovi) finisca mitigata nella inevitabile trattativa che dovrà sostenere con il resto della Giunta regionale (e con l’Università, visto che il rettore deve dare parere positivo per i direttori generali degli ospedali di Perugia e di Terni).


