Cinque in manette: nella banda anche due donne. Indaga la questura: che siano loro i responsabili dei furti d’auto degli ultimi mesi al Santa Maria della Misericordia?
Dan.C.
PERUGIA – Servirebbe tutta l’inventiva di un romanziere per architettare una trama del genere. Un uomo, 43 anni, 20 dei quali passati a collezionare denunce e arresti, viene costretto ai domiciliari. Per furto d’auto. Lo stesso uomo, l’antieroe di questa assurda storia, gode di un solo beneficio: la possibilità di recarsi a Perugia per ricevere, al bisogno, cure specialistiche. E allora: cosa potrebbe fare un ladro d’auto in trasferta a Perugia se non cercare di rubare… un’altra auto?
Gli agenti della Mobile, assistiti nelle indagini da quelli del posto fisso dell’ospedale, lo hanno preso con le mani ancora nel cofano del veicolo che stava cercando di fare suo. Lo hanno colto in flagrante mentre con quattro complici cercava di accendere la Volkswagen Golf di una giovane dottoressa per portarla vattelapesca dove. Forse in Campania. Forse per consegnarla a qualcuno e farne perdere al più presto le tracce.
E chissà – ora indagano gli investigatori – che non siano proprio loro i responsabili dei dieci furti registrarti negli ultimi mesi nell’ampio parcheggio del Santa Maria della Misericordia: otto Wolkswagen e due Audi. Una strana coincidenza. Che ha messo subito sul chi va là gli investigatori. Il metodo era semplice ed efficace: entrare nell’abitacolo, aprire il cofano, sostituire la centralina con una buona a far partire l’auto, mettere in moto e dileguarsi. L’operazione, partita proprio dalle denunce precedenti, ha prodotto in tutto cinque arresti. Il presunto capobanda, la compagna straniera 30enne, la cognata 49enne e due uomini di 40 e 42 anni con precedenti affini al reato loro contestato


