Incendio Biondi, ora tirano in ballo pure la Commissione parlamentare sulle ecomafie

«Otto giorni senza dati puntuali da Arpa»: la denuncia del Movimento 5 stelle

PERUGIA – I consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, hanno inviato una lettera al presidente della Commissione parlamentare sulle ecomafie con la quale chiedono «un intervento formale, concreto e straordinario della Commissione» in merito al rogo della Biondi recuperi, della scorsa settimana.

La richiesta di intervento arriva, si legge, in seguito a «ripetuti e negati accessi agli atti del passato e del presente, nonché della mancata diffusione pubblica di informazioni precise e quotidiane sulle matrici ambientali. Il rischio del contegno assunto in questi anni dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale non è soltanto quello di deprivare i rappresentanti eletti di elementi conoscitivi essenziali per l’adozione di politiche pubbliche efficaci, ma anche quello di disorientare e blandamente rassicurare le comunità, quando invece, tutt’attorno, tale assordante silenzio potrebbe confortare e incoraggiare proprio i responsabili di crimini ambientali, Ecomafie incluse».

I consiglieri spiegano che «sulle molteplici questioni ecologiche aperte in Umbria, dinanzi a plurimi accessi agli atti redatti anche da parte degli scriventi, Arpa ha spesso opposto a vario titolo il diniego o il differimento sine die rispetto alle necessarie risposte urgenti e puntuali, conculcando così una normativa europea e nazionale che in sé è chiara quanto a libertà di consultazione e dovere di informazione al riguardo. Dopo otto giorni dal furioso rogo della Biondi Recuperi a Perugia avvenuto in area fortemente antropizzata e di pregio (zona di vincolo paesaggistico-ambientale, con numerose e pure rilevantissime attività agricole), Arpa non ha ancora pubblicato dati puntuali in merito a diossine, Pcb, Ipa e metalli, se non trasmettendo una nota sintetica dello status quo a pochissimi soggetti istituzionali il 14 marzo, peraltro poche ore prima di una seduta di Commissione Ambiente regionale in cui doveva esser ascoltata l’assessore al ramo, Fernanda Cecchini».

«Tuttora gli stessi consiglieri regionali – concludono Liberati e Carbonari – non hanno in mano alcunché. Nemmeno la predetta nota. Figurarsi se costoro siano in possesso verbali di visite routinarie o a sorpresa di Arpa presso questa impresa, così come altrove, presso altri gestori di piattaforme di rifiuti, documenti tanto più necessari dopo le interdittive antimafia 2015».

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