Fantamercato a Perugia: Romizi in Regione, Cristiano Ronaldo sindaco

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Sarà il giugno troppo caldo, ma un post dell’ex assessore Calabrese riesce a scatenare una tempesta in un bicchier d’acqua. Il retroscena? C’è chi dice di romiziani emarginati o laffranchiani delusi dalla Giunta. Di sicuro non succederà niente

di Marco Brunacci

PERUGIA – Un maggio troppo freddo e un giugno improvvisamente troppo caldo. La spiegazione meteorologica è l’unica al momento plausibile.

Un chilometrico post su Facebook dell’ex assessore comunale Francesco Calabrese, eccellente persona, bravo amministratore, romiziano diligente e preparato, avvocato che a trovarne, è riuscito a scatenare una tempesta in un bicchier d’acqua, in virtù di una ipotesi da fantacalciomercato. Cosa ha sostenuto Calabrese? Che è pronto il simbolo e la lista di Romizi per la Regione. E dopo un nubifragio di concatenati concetti, con fior di subordinate, si arriva al dunque: il principe Romizi potrebbe candidarsi alla presidenza della Giunta regionale. In tempi normali, sarebbe partito subito un altro post per annunciare che Cristiano Ronaldo veniva a fare il sindaco di Perugia. Una risata e tanti saluti. No. Qui la Lega si slega, Fratelli d’Italia manda gli incursori per rintracciare in montagna, dove si è rifugiato per qualche giorno di meritatissima vacanza, il sindaco Romizi. Forza Italia annusa l’aria e fa sapere che comunque ci sono anche loro e che per l’appunto ricordano che Romizi è un regolare iscritto.

I meno meteoropatici allora si lanciano sui retroscena. Chi ha ispirato la penna dell’ottimo ex assessore, che è tornato all’attività secolare, promettendo di non rimettere piede nei consigli elettivi umbri? Alcuni indicano come sospetti certi romiziani delusi, qualche forzaitaliota non preso in considerazione, altri sono convinti invece che va puntato il fascio di luce inquisitrice sui laffranchiani, delusi dalla formazione della Giunta (brucia ancora la delega a metà per Varasano, che ha solo la cultura e non l’Università), i quali hanno necessità di riprendersi la scena.

Infine, altri pensano che si tratta di aprire nuovi spazi. E lo si fa nel giorno in cui le liste civiche rischiano di essere escluse dalla competizione regionale (l’esatto contrario di quello che aveva garantito il vicepremier Di Maio). E via a dispensare consigli a protagonisti veri e presunti. Perché il re dei laffranchiani (Laffranco) non si rilancia nel circuito nazionale (magari tramite La Russa) che avrebbe a sua disposizione? Perché coloro i quali hanno legittimi desideri di crescere non si mettono in discussione su un livello regionale, lasciando il porto sicuro della Perugia diventata Romizishire?

In tutto questo, Romizi è arrivato dove è arrivato perché non è uno sprovveduto. Un sindaco appena riconfermato, secondo voi, molla il Comune per la Regione dopo 3 mesi? L’unico risultato che potrebbe ottenere è di perdere sia il Comune che la Regione. Ma questo è assolutamente ovvio. Meno ovvio è il futuro di Romizi. Cityjournal ha già avuto modo di sottolineare che l’orizzonte che il neoprincipe del Romizishire si è dato è nazionale. Magari fino a un posto da ministro in un governo prossimo venturo, magari avanzando di concerto con la sua alleata, in grande ascesa, Mara Carfagna. Ma con la politica che è così volatile non ci si può certo sbilanciare. Quel che è vero oggi, domani è irrimediabilmente deperito. L’unica certezza è che Romizi è il sindaco di Perugia ed è vietato usare invano il suo nome per trovare scorciatoie politiche.

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