Franco Moriconi (foto Settonce, ©RIPRODUZIONE RISERVATA)
Franco Moriconi (foto Settonce, ©RIPRODUZIONE RISERVATA)

Università di Perugia, sulle promozioni un primo Senato bollente

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Professori di prima e seconda fascia e profili tecnico-amministrativi: vecchia e nuova governance si confrontano (e scontrano?). E intanto via alla corsa per i capi Dipartimento

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il passaggio delle consegne tra il rettore votato e quello uscente è in generale lungo una quaresima.

A Perugia lo sembra ancor di più, perché molto ci si aspetta dalla nuova governance, che ha vinto su un progetto alto firmato dal neorettore Maurizio Oliviero, ma anche condiviso da uno dei suoi competitor diventato alleato, Fausto Elisei. E sia però perché, già in più di un’occasione, si è avuto modo di sottolineare come questo passaggio finale del rettorato Moriconi non fosse improntato ad aggraziato fair play. E il rettore uscente, che a fine ottobre lascerà e andrà in pensione, ha trovato modo di creare ancora quello che potrebbe diventare un nuovo piccolo caso diplomatico. Per sommi capi: il giorno dopo la vittoria di Oliviero su Cotana, candidato appoggiato dal rettore uscente, ci sarebbe stata una nuova decisione per blindare un’altra posizione, questa volta nella struttura tecnico-amministrativa, lato del personale.

Al che, da più di una parte, nell’Ateneo perugino, che pare decisamente intenzionato a voltare pagina, qualcuno ha arricciato il naso: non è necessario diventare l’Eton college e sposare ogni cerimoniale british, ma un po’ di classe nell’uscita qualcuno l’ha reclamata. A quel che si dice, però, la richiesta non ha ottenuto risultati tangibili, anzi il consiglio di amministrazione, che ha tenuto riunione nei giorni scorsi, avrebbe guardato con favore alla strada imboccata da Moriconi fin dall’indizione delle elezioni (se si continua così si va avanti ad attriti sicuri tra il Grande Uscente la nuova governance da qui a ottobre, con l’Università che giovamento, da tutto questo, non ne trova di sicuro).

E così ecco il passaggio successivo: in Senato accademico il 26 giugno potrebbe esserci un primo scontro tra accaldate truppe, sia sul profilo tecnico-amministrativo di cui sopra, sia su quel lungo elenco di nuove posizioni per professori di prima e seconda fascia già stilato dagli uscenti. Sarebbe orrendo – per l’Università – che le fazioni si dividessero tra quelli che hanno legittimamente vinto e quelli che non se ne fanno una ragione.
In attesa di sapere se qualcuno dal pantheon del sapere faccia il miracolo e convinca i recalcitranti che è finita un’epoca, intanto, si affilano le armi per i cambi di direzione nei vari Dipartimenti. Un appuntamento che di solito è vissuto dai protagonisti come un’ordalia. Preghiera: passi un po’ di sana tensione e di necessaria ambizione, ma che la mente di ognuno venga preservata da attacchi di smodata hubrys.

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