«Una nuova stagione per l’Umbria»: le proposte del più giovane candidato Pd alle prossime Regionali

Una su tutte: tagliare i compensi dei consiglieri equiparandoli a quello del sindaco di Perugia

PERUGIA – È il candidato più giovane in quota Pd. E anche per questo, non a caso, presentando il suo programma per le prossime Regionali ha esordito parlando di aprire «una nuova stagione della politica regionale dell’Umbria, una nuova stagione fatta di energie nuove, idee nuove e volti nuovi». 

«Abbiamo l’occasione di scrivere tutta un’altra storia per l’Umbria», dice Tommaso Bori, 33 anni, durante la conferenza che si è svolta oggi, a Perugia. «Un’occasione che si concretizza proprio – spiega – dando spazio a una generazione capace, coraggiosa e responsabile. Una generazione che vuole un’Umbria terra di diritti, integrazione multiculturale e pari opportunità. Un’Umbria cuore verde d’Europa, con trasporti e mobilità a misura di persona. Un’Umbria che mette al centro la salute e il welfare per tutti, senza distinzioni. Un’Umbria che scommette e punta sui giovani, che non lascia indietro nessuno, che tutela le partite Iva e i lavoratori digitali, che promuove il diritto alla piena e buona occupazione, la lotta alla disoccupazione e investe sulle piccole e medie attività artigianali e agricole».

L’intera campagna elettorale sarà ecosostenibile, dalla carta riciclata certificata ai gadget biodegradabili, per arrivare a piantare tanti alberi quanta sarà la CO2 prodotta. E poi la prima proposta: contare di più, costare di meno. «Crediamo nella politica come passione, e non come professione – sottolinea Tommaso Bori – intendiamo l’impegno come missione, e non come mestiere: sono le istituzioni ad essere al servizio dei cittadini, e non il contrario. Mai come in questo momento la politica ha bisogno di gesti concreti, di buoni esempi. È per questo che come primo atto presenteremo una proposta di legge per l’azzeramento di indennità di funzione e spese di esercizio del mandato: eliminare il superfluo per far sì che tutti percepiscano un stipendio lordo pari a quello del sindaco del capoluogo. Non è la solita promessa elettorale: qualora gli altri bocciassero la proposta, verseremo quanto risparmiato per finanziare associazioni e organizzazioni di tutta l’Umbria».

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