Aiuti alle imprese che non licenziano e investono in sicurezza antiCovid. Contributi a fondo perduto e una mano all’agricoltura

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Un piccolo elycopter money per far ripartire l’Umbria dopo le buone performance della sanità. Interventi sulla liquidità ma anche per digitalizzare le aziende. E il turismo da reinventare

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il primo troncone? La sanità. Col “Modello Umbria” che da 48 ore è onore e vanto per la regione in tutta Italia. Il secondo passaggio: le linee guida per una ripartenza in sicurezza. Con qualche azienda che è riaperto previo protocollo d’intesa.

Ora tocca al terzo troncone, quello degli aiuti all’economia. Uno small, molto small elycopter-money, per un momento così difficile, ma è tutto quel che si può nella piccola Umbria. Ma l’idea è generosa ma soprattutto fatta di concretezze. “Niente finanzia creativa, non è cosa per noi”, dicono nel team della presidente Tesei che ha limato gli ultimi provvedimenti insieme all’assessore allo sviluppo economico, il digital man, Michele Fioroni.
I provvedimenti sono noti, a grandi linee, da qualche giorno e ne avevamo elencati alcuni. Ma riassumendo: l’Umbria farà di tutto perchè quel poco di tangibile che c’è finora nel decreto liquidità del Governo possa essere messo a terra ed entrare nelle casse delle imprese. Come? Garanzie, interventi taglia-burocrazia. Quel che è possibile per non trovarci con il Covid che fa festa per le tante imprese che tirano giù i battenti.
Poi: un aiuto alla patrimonializzazione delle imprese, vizio antico del tessuto produttivo umbro. Un gran guaio quando arrivano le tempeste e le onde alte delle crisi. Figurarsi di questa qui che nessun surfista sarebbe in grado di affrontare.

Terzo: un po’ di contributo a fondo perduto. Quanto? Considerando che tutto quello che può mettere l’Umbria si aggira introno ai 50 milioni e che adesso ne parte una tranche di 20 non saranno cifre da capogiro. Ma è quello che si attendevano in tanti.
Ancora: per il turismo ci sono i voucher, ma il turismo ha un orizzonte così cupo che ci vorrà di tutto e di più, E soprattutto che il sogno della presidente Tesei del ritorno in Umbria del turismo granulare dopo Ferragosto, si avveri.
Chi vedrà arrivare qualche concretissimo aiuto saranno le aziende del comparto agricoltura. Per l’Umbria è una gamba dello sviluppo tutto meno che secondaria.

L’elicottero fatto alzare dall’Umbria si avvarrà di Gepafin, di moral suasion presso le banche, di attenzione di tutta la struttura regionale per il comparto produttivo, nella consapevolezza che qui ci si gioca il futuro.
In cambio la Regione ha due linee guida per le quali non servono spiegazioni: saranno aiutate le imprese che non licenziano e quelle disposte a investire in sistemi di sicurezza anti Covid, perché col virus si deve convivere (speriamo il minimo indispensabile) prima di vederlo soccombere e sparire. Amen.

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