POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Ecco il testo completo dell’ordinanza della Regione che riapre dai bar, ai ristoranti ai parrucchieri con il distanziamento di un metro e le mascherine. La Tesei: «L’impegno di tutti perché tutto funzioni»
di Marco Brunacci
PERUGIA – Da non crederci. Però è successo. Il decreto per riaprire l’Italia viene firmato un attimo prima di cena, l’ultimo giorno utile prima della riapertura dell’Italia, attività commerciali ed economiche e sportive tutte ( o quasi tutte).
Confidando evidentemente sul fatto che gli italiani si arrangiano, si informano attraverso canali proprio e alla fine hanno già messo i tavoli a distanza di un metro nei ristoranti, trovato i termoscanner (per i centri commerciali), e mascherine per ogni attività e per l’uso di tutti noi (anche se non quelle promesse da Arcuri, ma non diteglielo se no si imbroncia anche di più e dice che dovete attendere solo qualche altro giorno appena e non seccare, dopo due mesi e mezzo di lockdown).
Allora: pubblichiamo qui di seguito l’ordinanza della Regione Umbria, con un paio di note.
La prima riguarda le partenze del 25: l’Umbria riteneva opportuno far partire il 25 i centri estetici ma poi ci ha ripensato, invece la prossima settimana sarà la volta di palestre e piscine per le quali sono richieste particolari precauzioni. Non partono ancora invece i centri culturali.
Seconda nota: la presidente Tesei si sta adoperando per far partire sempre il 25 maggio sia gli agriturismo che gli ambulanti, entrambi previsti inizialmente per giugno. Le difficoltà in questo momento riguardano soprattutto gli ambulanti (quelli che vendono abbigliamento e artigianato, non cibo per intenderci, perchè hanno sempre lavorato). Non è facile, davanti alle bancarelle, mantenere il distanziamento sociale e soprattutto essere attenti affinchè ogni cliente resti in fila fino ad essere servito. Si continua a parlare della possibilità di riaprire locali per ascoltare musica, ma ancora evidentemente non è il tempo.
Da notare infine che, dopo l’incredibile diffusione dell’indice Rt, fatto con un modello matematico alla Trilussa, e che ha penalizzato l’Umbria perchè troppo brava ad arginare il virus e lo ha fatto troppo presto, la Regione scende in campo per prima, cercando di rimediare per quel che si può ai gravi danni che sono stati creati, con una campagna di promozione in Tv, sulle reti nazionali, per portare turisti.
Va sottolineato che, come diciamo in un altro spazio, l’Iss ha dovuto puntualizzare che le variazioni su cifre minime, come quelle di Umbria e Molise, non costituiscono un allarme. Chiarendo di fatto che forse l’obiettivo di tanto clamore mediatico era solo la Lombardia e ammettendo un errore di valutazione da bocciatura all’esame di statistica. Ma ormai la frittata è stata fatta.
Ecco qui di seguito l’ordinanza, articolo per articolo e, a seguire, il parere del Comitato tecnico scientifico umbro.
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