POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La presidente della Regione si sfoga: «Lunedì raduno gli esperti. Denuncio? Vedremo. Certo mi dovranno spiegare cosa è successo perché questo è un colpo tremendo al turismo. Posso solo pensare che qui abbiamo messo sotto controllo la pandemia troppo presto»
di Marco Brunacci
PERUGIA – È ufficiale: siamo nelle mani degli statistici alla Trìlussa, quello del famoso pollo. Ma la presidente Donatella Tesei non se ne fa una ragione. È letteralmente furiosa.
Ha visto il gradimento che ha avuto nell’ultimo rilevamento (86% degli umbri sta con lei, e lei in classifica nazionale è appena dietro a Zaia e De Luca che però sono stati fissi come un monoscopio in Tv). Davanti all’ultima trovata dei tecnici di questo Governo, che in base a un indice che deve essere una specie di roulette russa, hanno sentenziato che l’Umbria è a rischio di aumento contagi come Lombardia e Molise. Tesei pesa le parole, perchè è stanca e sgomenta, ma sa che deve reagire, anche se si deve combattere contro le follie.
Dice di un fiato: «Sono allibita, lunedì raduniamo tutti gli esperti per decidere il da farsi. Denuncio? Io prima voglio capire cosa è successo, voglio vedere. Io non annuncio, mi interessano i fatti e il risultato».
Riparte: «Adesso voglio dire che mi hanno chiamato altre persone che sono allibite come me, da altre parti d’Italia. Chiunque abbia visto i numeri reali assoluti della pandemia si rende conto: l’Umbria è la migliore regione nella lotta contro il virus. Adesso qualcuno, in base a un calcolo che non voglio nemmeno immaginare, scopre che siamo una delle tre a rischio? Non so cosa è successo. Non sono un tecnico. Ho letto di un indice Rt. Qualcuno ha provato a spiegarmi che magari siamo stati troppo bravi ad aprile e bastano casi sulle dita di una mano per concludere che l’aumento del contagio è di non so quale percentuale. Ma vi garantisco che mi devono spiegare bene. Il danno che è stato fatto all’Umbria stasera è incalcolabile. Ci tuteleremo in ogni sede. Ma lo sa quali numeri abbiamo?».
Lo sappiamo e lo scriviamo da settimane. Via, torniamo ad elencare ad uso dei geni della statistica: oggi 0 contagi su quasi 1400 tamponi. Nessun decesso, meno ricoverati, calo continuo fisso di gente in isolamento. Ieri il contagio era uno su oltre 1500 tamponi. Però, secondo i geni, si può andare tranquilli al mare dove ci sono ancora centinaia di positivi (l’Emilia Romagna)? Ma trattano gli italiani come dei deficienti?
Continuiamo: sapete quanta gente c’è nelle terapie intensive dell’Umbria ad oggi? 2 persone su quasi 150 posti disponibili e un ospedale da campo in arrivo. Sono poco più di 100 gli attualmente positivi su 900 mila abitanti eppure la nostra situazione sarebbe simile a quelli che di attualmente positivi ne hanno 30mila. Ma di che stanno parlando?
Forse è questo: siamo arrivati a un contagiato o a nessun contagiato troppo presto? E quando è stato calcolato Giove, zona rossa, bloccata a tutta velocità dalla Regione, ci sono stati nel giro di una settimana una ventina di casi. Quelli che ci sono Liguria in tre ore o nel Lazio in otto, per non dire del Piemonte o della Lombardia, ma anche della Puglia, rispetto ai tamponi eseguiti. Ma è consentito dire ogni cosa perchè uno dice che lui è la task force?
Ma volete sapere il colmo della beffa: il ministro Speranza ha preso tal quali le linee guida sanitarie dell’Umbria come riferimento per l’Italia. Non basta? Non basta.
Ma intanto la task force di geni, troppo intelligenti per leggere le cose ovvie che si scrivono giorno dopo giorno in tutti i report di Protezione civile, regioni e ministeri, e per i quali se si passa da 0 a un caso l’aumento è del 100 per cento e non ci sono storie, ha dato un colpo tremendo al turismo in Umbria. Loro sono troppo intelligenti per prendere in considerazione i numeri assoluti che sono sotto gli occhi di tutti.
Tesei finisce qui: «Vogliamo dire a tutti che da giugno l’Umbria è il posto migliore dove venire per le vacanze. Il più bello e sicuro, perché qui il distanziamento sta nel modo stesso di godere della natura e delle bellezze delle città e dell’arte. Del nostro cibo, delle nostre colline, della cultura che si respira. Scriviamolo, diciamolo. Il danno che ci hanno fatto è grande. Ma dobbiamo difenderci, far sapere che cosa è questa nostra regione e quanto è preziosa e generosa e forte, non ci atterrano. Sappiamo come pochi al mondo che significa ricostruire. La gente capirà. Vedrete».
Intanto torna nella sua stanza ad attendere che arrivi il dpcm per poter emanare l’ordinanza, come impone la legge. Se ancora c’è una legge da rispettare in questo Paese allo sbando.
E sì. Perché pensavamo di averle viste tutte. Il virus che uccide la libertà. La debacle della scienza. L’economia fatta a pezzi dal nemico invisibile e dagli incompetenti fin troppo visibili. No. Stasera c’è di più. Il leader regionale di un partito di governo che pretende di avere l’ordinanza di una Regione prima che arrivi il dpcm del Governo. E lo fa citando pure un ministro di quel Governo. Qualcuno tra voi obietterà: ma che vuoi che sia? In fondo è vero, avete ragione: è stato chiesto solo un atto illegale, fuorilegge.
Ma non è finita: la risposta al leader umbro arriva da un governatore dello stesso partito di governo (Rossi, Toscana) che si spinge giustamente ad affermare: se il dpcm non lo abbiamo, vorrà dire che farò riferimento alla conferenza stampa del premier Conte, pur di dare le linee guida a chi deve ripartire tra i miei cittadini amministrati. Un piccolo problema burocratico? No, il contrario: un enorme vulnus istituzionale, con conseguenze, volendo, anche penali.
Poi all’ora di cena è arrivato il colpo di scena degli statistici alla Trilussa, per i quale se ho mille contagiati oggi e domani 980 vado bene. Se ne ho 0 oggi 1 domani sono zona pericolosa da tenere sott’occhio. Ma uno si rende conto in mano a chi abbiamo messo la nostra salute?
Finale di una sera da tenere nel museo degli orrori della vita civile di una nazione in attesa di tornare democratica, e non task force-dipendente, per fine virus.
L’Umbria continua a riaprire tutto. Il 95% subito da lunedì. Il 25 anche i mercati degli ambulanti e pure i locali per ascoltare musica. Quasi certamente anche gli agriturismo. Una speranza contro tanta cieca arroganza.
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