POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Solo 144 casi su oltre 4300 tamponi. Gli attualmente positivi precipitano poco sopra i 7600 (erano più di 12mila la scorsa settimana). Ma si aspetta la Cabina di regia del Governo per il passaggio di zona. Lo scandalo ritardi sul vaccino anti-virus
di Marco Brunacci
PERUGIA – Quelli del bollettino Covid dell’Umbria di oggi sono numeri di svolta. Non fosse che il Covid ha ormai dato segnali precisi: è infido, non prevedibile nonostante tutti gli apprendisti stregoni che provano a interpretarlo, in questo per altro facendo pensare tutto il male possibile sulla sua genesi.
Quindi piedi saldamente a terra, ma se ci sono 144 nuovi positivi su 4376 tamponi, quindi la percentuale precipita a dimensioni che sono molto più che rassicuranti, dentro i parametri di una infezione sostenibile, all’interno di una zona gialla di sicuro (ma che aspetta il Governo a renderla operativa) ma anche di più, vuol dire che la reazione alla seconda ondata del Covid in Umbria c’è stata, la sanità ha retto ed è partita in un bellissimo contropiede che porta a 691 oggi i guariti, e significa che i cittadini hanno fatto la loro parte in quanto a rispetto delle regole. Gli attualmente positivi sono precipitati negli ultimi quattro giorni: adesso sono a quota 7.680, un attimo fa erano a 12 mila e passa, una cifra importante per la piccola Umbria che ha comunque pagato un prezzo alto al contagio.
I ricoveri sono ancora in discesa: 426 rispetto ai 432 di ieri e c’è una terapia intensiva in meno, mentre i decessi sono 8 e l’indice di letalità si è alzato a 1,73% ma in una regione con un’età media molto alta, e un numero di anziani percentualmente paragonabile solo alla Liguria, sono statisticamente accettabili, anche se ogni morte è una tragedia, punta e basta.
Bisogna riflettere – adesso che si ricomincia con quelli “seri” che vogliono riaprire le scuole subito e tenere chiuse le famiglie – sul fatto che la svolta è stata impostata in Umbria con l’ordinanza della governatrice Tesei che ha chiuso scuole medie inferiori e superiori, queste ultime prima del Governo, le secondo nonostante il Governo.
Il Covid ha insegnato che di sciocchezze se ne possono dire senza limiti, ma trovare soluzioni pratiche (per quel che possono risolvere) a problemi concreti è e resta nella mani di amministratori avveduti.
Ora inizia la giostra dei provvedimenti di Natale. Stasera se ne saprà di più. Ma se il criterio restasse quello di soluzioni concrete (e nei limiti del possibile) rispetto a problemi delimitati e concreti, sarebbe un dibattito meno lunare di quello che è in corso.
Nel mentre invece lo scandalo c’è già ed è tutto nel fatto che la Gran Bretagna nel fine settimana inizierà a somministrare vaccino nel suo territorio, mentre incomprensibilmente in tante altri parti del mondo si frena.
In Italia invece ci si muove con i piedi piombo, se tutto va bene, secondo gli annunci, si comincerà un mese e mezzo dopo a vaccinare rispetto a un Paese alleato, quindi che ha le medesime procedure autorizzative e la stessa sensibilità.
E la domanda è una sola: se il Covid è l’emergenza utile per limitare ogni sorta di diritto e di libertà, com’è che per l’antidoto al veleno non c’è fretta? Non è l’antidoto? Almeno però si provi. O la politica ha altre priorità? Dopo aver sparso terrore, si scopre che chi va piano va sano e lontano. Ma lontano dove?
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