Bioplastiche, idrogeno, nanotecnologie e nuove linee di credito, la Regione col Pnrr scommette sulla voglia di innovazione delle imprese

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La Governatrice Tesei: «Il Pil in discesa da tempo ora provato da un anno di pandemia, serve una svolta». Ecco i progetti presentati a Draghi per i fondi europei e che riguardano le imprese. Insieme agli altri su ricerca, strutture e infrastrutture fanno più di 3 miliardi. L’iceberg è a prua ma si prova a ripartire

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dei principali progetti contenuti nel Pnrr dell’Umbria, presentato al premier Draghi,abbiamo già detto: dalla Telemedicina al Super bus per Perugia e Corciano, dalla clinica per disabili al Serafico di Assisi al Polo vaccinale animale. Ora quello che c’è per le imprese.

Una premessa: è il Defr il luogo dove sono previsti gli interventi strategici in favore delle industrie ed è quello il testo base del rilancio dell’economia regionale, “mai così in difficoltà dopo la pandemia”, come ha sottolineato la Governatrice Tesei in sede di presentazione del Pnrr. Ma il Governo è chiamato a intervenire con i fondi europei che avrà a disposizione tra qualche mese in tre assi verticali.

I TRE ASSI VERTICALI

Eccoli:
1.il progetto intorno al polo di crisi Terni-Narni riguarda il lancio delle bioplastiche, del quale abbiamo detto ieri, ed è anche quello in fase più avanzata, con Regione e Novamont in prima fila. Chiesti finanziamenti per 115 milioni.
2.il progetto intorno all’area di crisi ex Merloni, un pezzo di Appennino tra Gubbio, Gualdo e soprattutto Nocera. Qui si punta sulle nanotecnologie. Servono 100 milioni.
3.c’è un altro filone che è legato alla riconversione delle centrali della zona di Gualdo Cattaneo. Qui si attendono novità dall’Enel e dal Governo. Ma l’idea è quella di un Polo dell’idrogeno (per il quale sono stati chiesti 84 milioni), che possa aprire anche strade alla mobilità alternativa nelle regione. Accanto a questo verranno realizzate in zona anche serre a coltivazione non a terra (25 milioni di finanziamenti), che qualche malumore creano tra gli agricoltori tradizionali.

UMBRIAFIERE SENSORIALE

Fin qui siamo al top dell’innovazione, ma non si scherza neanche con la nuova Umbriafiere, che sarà con padiglioni per le fiere in presenza, ma ricchi di esperienze sensoriali, come si fa in gran parte dei padiglioni fieristici del mondo e come ha insegnato l’ultimo Expò a Milano, ma anche grafica avanzata e una zona per incontri virtuali, a tutta digitalizzazione.

LINEE DI CREDITO

Per le imprese (tutte) sono state poi chieste tre linee di credito privilegiate, ognuno da 60 milioni per 180 complessivi.
1.i primi 60 milioni dovranno andare per interventi di ammodernamento dell’impresa: 50% a carico del pubblico, 50% a carico dell’azienda
2.per la digitalizzazione (il mantra del Pnrr del’Umbria) delle imprese ci stanno altri 60 milioni con il medesimo sistema
3.gli ultimi 60 sono per chi vuole agire sul capitale sociale e aumentarlo al fine di rendere più forte la propria compagine azionaria. Sempre 50 e 50.

OSSIGENO PER L’AGRICOLTURA

Per l’agricoltura si chiedono 30 milioni per “filiere a scarto zero”. L’esempio più virtuoso finora è quello dell’olivo, ma è l’occasione per aprire altri fronti.

INFRASTRUTTURE LEGGERE

Di grande interesse per le imprese anche il progetto che prevede la re-infrastrutturazione leggera. Per dirla semplice: se ho un capannone che devo ammodernare o anche solo toglierci l’amianto dal tetto, in un’area industriale o artigianale, ho bisogno che il pubblico mi garantisca infrastrutture adeguate e rinnovate per quell’area industriale o artigianale. Anche qui il privato investe con il pubblico. Chiesti 120 milioni.

CAMBIO DI PASSO O PRECIPIZIO

Il discorso forte e sul quale è necessario insistere per capire cosa succede e quale è la stella polare del Pnrr umbro, è quello in premessa, fatto alla presidente Tesei: l’Umbria viene da dieci anni di Pil in discesa, da un declino che è apparso non contrastabile, e ha incontrato anche un anno di cupa pandemia. Ora cala ancora più della media nazionale e questo non è solo un altro campanello d’allarme, ma è la sirena che annuncia l’avvicinarsi dell’icerberg a prua e indica come da questa strada, che porta la regione a precipitare a sud, non si può tornare indietro se non con iniziative di spessore, di autentico cambio di passo. Che il Pnrr, e il Defr, ci aiutino.

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