Il commissario D’Angelo: «L’Umbria zona bianca con l’impegno di tutti. Le norme sulla dad? Saranno uniformate per piccoli e grandi»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | I successi contro il Covid, sperando che si vada dalla pandemia all’endemia. «I bambini? Vanno vaccinati. Solo il vaccino è la strada per uscire dall’emergenza». «Rinvii di interventi programmati? I numeri dell’Agenas dicono che l’Umbria è tra le regioni migliori. Le liste d’attesa? Vengono da lontano e si risolvono così…»

di Marco Brunacci

PERUGIA – Massimo D’Angelo, commissario regionale per il Covid, ricorda che l’Umbria è tra le regioni che rimangono bianche anche questa settimana, o, come dice lui, «a basso rischio», e sulla questione delle classi in dad e dei genitori un po’ spiazzati dalle regole risponde chiaro: «Stiamo uniformando le regole per evitare inconvenienti e incomprensioni, varranno per i piccoli allievi come per i più grandi», ripete ai microfoni di Tef.

Ma ci tiene a sottolineare: «La risposta dell’Umbria all’emergenza dell’ultima ondata del virus è stata corale, tutta la sanità ha reagito. La gente ha dimostrato grande senso di responsabilità, gli operatori sanitari sono stati ancora una volta disponibili a fare la loro parte fino in fondo. Tutti vanno ringraziati. Il risultato ottenuto è molto importante: sono 3 le regioni a basso rischio, quindi in zona bianca, rimaste in Italia e l’Umbria è tra queste».
Ma non sarà che l’Umbria ha pagato all’emergenza Covid un prezzo elevato in termini di interventi chirurgici non urgenti rinviati, di liste di attesa per prestazioni sanitarie allungati a dismisura? «Qui è necessario ragionare con i numeri. Agenas dice che l’Umbria è tra la regioni che hanno meno penalizzato i pazienti per gli interventi di chirurgia programmata: Sono numeri, non opinioni. Anche qui siamo in cima alle classifiche. Per le liste di attesa bisogna ragionare in maniera diversa: già prima del Covid c’erano sofferenze. Si deve intervenire, ma con una programmazione mirata, applicando criteri che sono l’efficienza, ovviamente, ma anche l’appropriatezza. E questo si potrà fare al meglio quando sarà superata l’emergenza Covid».
La questione che sta più facendo discutere le famiglie: è necessario vaccinare i bambini sopra 5 anni e davvero i rischi sono limitati e i vantaggi infinitamente di più?
«I bambini vanno vaccinati per una protezione individuale e perché sono un tassello fondamentale in un sistema di protezione allargato al resto della società. La scienza, che è il nostro riferimento, non ha dubbi. Bisogna vaccinare, vaccinare, vaccinare. E’ la strada maestra per uscire da questa emergenza. E segnali incoraggianti ci sono. La pressione sugli ospedali in Umbria da giorni si sta allentando. Il lavoro di squadra ha funzionato. Con l’impegno di tutti si ottengono risultati».
E l’Umbria resta zona bianca e sembra destinata non essere più colorata. Almeno così tutti sperano.

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