L'ospedale di Terni
L'ospedale di Terni

Il direttore Chiarelli: «Il nuovo ospedale di Terni? Stiamo lavorando sul progetto e rispetteremo i tempi, anche se siamo quattro gatti»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La nuova strutture arriverà nei tempi previsti. Il dg spiega la sua linea: «Lavoro, serietà, trasparenza e confronto con tutti». Il clima a Terni è «splendido». Sul nuovo Piano sanitario: «No polarizzazione tra ospedale e territorio. Piuttosto collaborazione, come abbiamo fatto noi in oncologia»

di Marco Brunacci

PERUGIA – «Stiamo lavorando, con il nostro team e con coloro che possono dare un parere il più qualificato possibile. Staremo nei tempi, anche se – ahinoi – siamo quattro gatti. Ma riteniamo di poter concludere in pochissimi mesi il nostro lavoro sul progetto. Il nuovo ospedale potrà così decollare».

Pasquale Chiarelli, direttore generale dell’Azienda ospedale di Terni, esperienze importanti in Lombardia e in un’eccellenza nazionale come l’ospedale di San Giovanni Rotondo, non è tipo da tirarsi indietro, anche nelle grandi sfide.
«A Terni ho trovato un ambiente straordinario, stimolante, propositivo. Mi trovo benissimo. Ci confrontiamo e lavoriamo insieme, nella trasparenza, dialogando».
Il nuovo ospedale quindi arriverà e arriverà presto.
Ma Chiarelli lo sa che ha la responsabilità di essere alla guida dell’avamposto della sanità umbra sul confine sud dell’Umbria, per trattenere in Umbria pazienti e se possibile attrarne da fuori?
«Non è solo responsabilità mia, la sanità è una squadra. Tutti ci impegniamo. Posso dire che i primi numeri dicono che ci sono segnali interessanti. Il triennio 2016-2019 era stato molto negativo, con molti pazienti che preferivano uscire dall’Umbria. Ora cerchiamo di porre in essere le condizioni di una inversione di tendenza. Con dei risultati».
Chiarelli è chiaro nella sua filosofia: «In sanità non si fanno risparmi perché è in gioco la salute dei pazienti e però si devono evitare in ogni modo gli sprechi».
Il tema del giorno è il passaggio dalla sanità ospedalocentrica, con l’ospedale che è il motore di tutto, alla sanità del territorio.
E anche qui Chiarelli ha la sua visione: «C’è una strada, che abbiamo mostrato e che non è ospedale contro territorio o territorio più importante dell’ospedale. È piuttosto quella della collaborazione tra ospedale e territorio. Faccia un esempio: il nostro progetto in oncologia, che ha eguali solo in Romagna, coinvolge il nostro ospedale e la Asl 2, con il supporto della tecnologia adeguata, dimostra come ci possa essere un futuro diverso per i cittadini».
Sulle svariate piccole polemiche, inevitabili in sanità, Chiarelli ha le idee chiare: «Risposte istituzionali, serietà e trasparenza. Personalmente poi mi attengo alla lezione appresa da mio nonno, attraverso mio padre: il lavoro va fatto sempre nel modo migliore. Per rispetto del lavoro, per rispetto della gente e anche di se stessi. Tanto più nella sanità, dove si ha a che fare con il bene prezioso della salute dei cittadini».

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