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Canova in Umbria diventa un film

I TOUR DI U7 | Palazzo Canova, oggi di proprietà della famiglia Medici, era residenza estiva dell’artista del neoclassicismo. La vita, le amicizie, i paesaggi che lo hanno ispirato, nella pellicola «Born in San Gemini»

SAN GEMINI (Terni) – Le opere di Antonio Canova, conservate nei musei di tutto il mondo, sono entrate nei libri di storia dell’arte. Ad eccezione di alcune, custodite nel palazzo che lo scultore acquistò da Bartolomeo Terzi tra il 1813 e il 1816, per farne la sua residenza estiva. In quegli anni Canova entrò in possesso anche di alcuni terreni (tenuta di Valle Antica) e di altre abitazioni nel territorio sangeminese. In quegli stessi luoghi, nei prossimi giorni, inizieranno le riprese del film sul grande artista del neoclassicismo.

Il titolo: “Canova in Umbria”. Sebbene ancora nessuno si sia accorto della presenza di cameramen nel borgo medievale, è già stato realizzate il trailer. Ed è anche stato inviato dalla prodizione a pochi privilegiati e agli amministratori locali che dovranno autorizzare l’utilizzo di spazi pubblici in sicurezza, per le riprese. «Il promo comprende gli ambienti in cui ha lavorato Canova e nei quali ha scritto documenti e lettere». Le parole del sindaco Luciano Clementella inducono a pensare che anche lui abbia visto il trailer, ma non lo confesserebbe nemmeno sotto tortura. La sola ammissione è: «Per i duecento anni dalla morte del grande scultore veneto, verrà presentato il film sulla sua vita, interamente girato a San Gemini». Dunque entro l’anno? «Entro la fine di settembre», assicura Luciano Clementella. Dopo la scomparsa di Canova, il palazzo venne venduto ai frati Cistercensi e da questi, all’inizio del secolo, alla famiglia Medici. Con gli ultimi proprietari dell’edificio seicentesco (la costruzione terminò nel 1695) che domina la piazza centrale, la memoria del grande artista di Possagno viene riattivata. Inizia, a cura dei Medici, quell’incessante ricerca di documenti e testimonianze che rimettono insieme le tracce della storia di Antonio Canova. E anche se con le guerre, da quella Napoleonica fino all’ultima che non risparmiò il palazzo dall’occupazione tedesca, molti scritti e oggetti appartenuti ad Antonio Canova sono andati dispersi, quello che rimane dei tanti saccheggi verrà presto messo a disposizione del pubblico. «Le opere inedite, gli scritti e molti oggetti personali del protagonista del film, torneranno vivere anche nella pellicola “born in San Gemini”», dichiara Clementella.
Con il film anche San Gemini, con le chiese e i palazzi medievali che c’erano durante i soggiorni estivi del grande scultore veneto, farà il giro del mondo.

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