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Chirurgia della mano: a Terni un intervento con la tecnica “neurectomia iperselettiva”

A operare una giovane di 27 anni con questo metodo innovativo è stata l’equipe del dottor Azzarà

TERNI – Intervento innovativo per il reparto di Chirurgia della mano e microchirurgia dell’ospedale Santa Maria di Terni – responsabile il dottor Antonio Azzarà – dove il 17 maggio per correggere la spasticità di una giovane paziente di 27 anni affetta da esiti di “Encefalite ipossico-ischemica con emiplegia spastica sinistra”, che ha reso fortemente invalidante l’arto superiore e la mano sinistra a causa di una importante deformità, i sanitari hanno utilizzato la “neurectomia iperselettiva” .

Nello specifico, la tecnica consiste nell’indebolire, grazie a strumenti microchirurgici, il contingente nervoso motorio che normalmente permette al muscolo di contrarsi e di rilassarsi, mentre in questa situazione lo tiene costantemente in situazione di ipercontrazione o ipertono. Una tecnica proposta negli ultimi anni per il trattamento della spasticità dell’arto superiore, da uno dei massimi esperti a livello mondiale in questo campo, la dottoressa Caroline Leclercq che lavora tra Parigi e Mestre.
Il dottor Paolo Panciera, il dottor Azzarà, con la dottoressa Laura Martini di Firenze, il dottor Daniele Gianolla di Treviso e il dottor Massimo Abate di Catania, grazie alla proficua collaborazione con la dottoressa Leclercq, stanno creando una rete nazionale per il trattamento di questa patologia, cercando di diffondere la conoscenza sulle tecniche chirurgiche che si possono utilizzare, e che sono ancora poco note in modo che le elevate competenze possano divenire alla portata di tutti i pazienti ai quali possano essere applicate.
All’intervento eseguito dal dottor Azzarà era presente anche il dottor Paolo Panciera, responsabile del servizio di Chirurgia della mano e della spasticità dell’ospedale Villa Salus di Mestre/Venezia, e responsabile del Gruppo di studio su spasticità e tetraplegia della Società italiana di chirurgia della mano.
«Il mio auspicio – spiega il dottor Azzarà – è che l’ospedale di Terni e la Regione Umbria possano supportare questo tipo di interventi e rafforzare la rete multidisciplinare».

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