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La strategia di FdI tra rimpasto (con calma) e sanità (subito). L’enigma Terni e la lunga volata per Perugia

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il partito cresce e presenta la sua Scuola di formazione. La necessità di maggiore visibilità nei governi umbri in vista delle politiche, le diverse sensibilità e l’ascesa del partito dei giovani. La conferma di Squarta presidente dell’Assemblea legislativa

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il 13 maggio a Todi debutta anche in Umbria la Scuola di formazione politica di Fratelli d’Italia, presentata qui dall’eurodeputato Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia.
Ed ecco che l’appuntamento diventa l’occasione per fare il punto sul ruolo di FdI in Umbria, nella nuova versione scelto di partito Conservatore europeo.

Non sfugge a nessuno quanto sia importante capire come intenda muoversi FdI per la politica umbra ma soprattutto per le amministrazioni di centrodestra a partire dalla Regione.
E allora 4 fari accesi per navigare dentro il mare umbro di FdI.
1.I rapporti con la Regione restano il nodo. Marco Squarta, recordman delle preferenze, ha cercato e ottenuto la conferma alla presidenza dell’Assemblea legislativa proprio in queste ore. Il fatto ha una valenza che va al di là dell’atto (scontato): è la conferma che gli attuali assetti in Regione a FdI non stanno poi così indigesti. Squarta, esponente di primo piano del partito, è soddisfatto (a proposito: si sposerà a luglio, a fine Umbriajazz, auguri). Magari l’altra rappresentante in Assemblea legislativa (la ternana Eleonora Pace) scalpita un po’ di più ma non c’è aria da rottura.
La prospettiva più probabile: FdI chiederà ancora di avere un proprio assessore in giunta regionale ma potrebbe aspettare che Fioroni non sia più il coordinatore degli assessori allo sviluppo economico in Italia, per poi pretendere di sostituirlo (qualche mese) con un suo rappresentante o diretto o di area.
2.FdI è però in crescita – è stato sottolineato – costante, senza scatti, ormai da mesi, nei sondaggi. In Italia ma anche in Umbria. Anche se nel “sondaggio misterioso” incasserebbe qualche decimale in meno rispetto a quello del Pd. In ogni simulazione e il nuovo partito guida della coalizione.
Va da sé che non potrà a lungo accontentarsi della modesta rappresentanza che al momento ha nelle amministrazioni umbre. E pretenderà – tassativamente – una maggiore visibilità prima (e in vista) delle prossime elezioni politiche.
3.In questo contesto vanno interpretate le parole del segretario regionale Zaffini: «Noi stiamo nelle amministrazioni leggendo le carte, studiando i dossier e decidendo la nostra posizione sulla base delle idee che riteniamo valide. Non altro. Se siamo in minoranza possiamo essere un po’ più aggressivi, ma anche quando siamo in maggioranza il metodo è lo stesso. Dobbiamo essere convinti della bontà delle scelte».
Applicate queste dichiarazioni alle diatribe in Regione di questi giorni e tutto diventa chiaro. Il concetto: abbiamo pazienza, ma vogliamo essere ascoltati a partire dalla sanità (sui direttori ormai il quadro si va chiarendo e sulla Convenzione con l’Università e l’Irccs la discussione potrà essere diluita nel tempo) fino al famoso rimpasto di Giunta. Senza fretta, ma tutto verrà preteso nell’ambito di una precisa road map.
4.Fitto ha tenuto a sottolineare che «FdI viene premiato perché fa quel che dice». A questo si aggiunge che ha il dividendo di essere l’unico partito all’opposizione nazionale.
Ma l’immagine della grande forza politica conservatrice, compatta, sicura di sé, che si candida a governare il Paese, passa, in Umbria come altrove per le diverse sensibilità individuali. Come pure è ragionevole pensare che dovranno presto fare i conti con una nascente Federazione Lega-Forza Italia.
Sul fronte interno, Zaffini, vecchia volpe e stratega, non sempre è sulla stessa lunghezza d’onda della più umorale e spiccia Eleonora Pace e comunque qualche volta appare distante dalle questioni ternane. E allora: che succederà nelle comunali di Terni, FdI si accoderà al centrodestra, lo stimolerà per un cambiamento o perfino lo sfiderà?
La strada spianata ce l’hanno invece i giovani: Emanuele Prisco, una sorta di simbolo della generazione atreju voluta, creata e cresciuta dalla Meloni, è in grande ascesa non solo locale ma nazionale. Però insieme all’altro giovane leone, Marco Squarta, avrà un banco di prova mica male con le elezioni alle comunali di Perugia. Sono lontane? Non così tanto. E tutto fa pensare che sarà della partita un altro giovane di talento come il professor Daniele Porena. Il dopo-Romizi a Perugia è un salto nel buio, ma anche gli stessi destini di Romizi potrebbero essere determinati da una alleanza con i giovani di FdI. Tutte cose da seguire con attenzione.

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