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Lorenzo Barone, due euro in tasca, 130 chilometri al giorno in bici e quella notte in cella in Etiopia

LE INTERVISTE DI UMBRIA 7 | Parla il 24enne umbro che gira il mondo in bicicletta da sei anni. LE FOTO

DI AURORA PROVANTINI

SAN GEMINI (Terni) – È fermo a Khartoum, la capitale del Sudan, Lorenzo Barone: «Una pausa di poche ore che mi consente di fare un po’ di chiamate, perché per tre giorni non ho avuto la connessione internet e non sono riuscito a mettermi in contatto né con mia moglie né con mia mamma». Aveva conosciuto Yagul, la ragazza siberiana di 21 anni che poi ha sposato a febbraio 2021 a Pokrovsk, durante un viaggio al Polo Nord: «La riabbraccerò l’8 giugno».

Il tono della voce è disteso e il timbro è vivace. Si percepisce che sta bene, Lorenzo: «Si sto bene, anche se fa molto caldo». Con otto euro in tasca da quando ha passato il confine (tra Etiopia e Sudan) cinque giorni fa, poi scesi a due, e l’impossibilità a prelevare contante perché la sua carta non viene accettata nei punti Atm locali, ha chiesto aiuto ad un suo contatto di Emergency. «Due euro – spiega Lorenzo – in questa parte del mondo, equivalgono a due pagnotte di pane, e senza pane non si pedala». Che sia necessario mangiare per percorrere 130 chilometri al giorno, è chiaro a tutti. Anche se Lorenzo non sembra aver fatto grosse scorpacciate: è dimagrito dieci chili da quando ha iniziato questa sua nuova avventura lunga 29mila chilometri (è patito da San Gemini il 20 febbraio scorso) ad oggi. «Pedalando dalle 5 del mattino fino a quando non fa buio, nutrirsi è fondamentale», ribadisce.

Sono le 9 del mattino del 19 maggio quando parliamo con Lorenzo, che risponde da Khartoum via whatsapp. Ci racconta dell’arresto. Dello spavento. Della più brutta disavventura della sua vita.
«Al confine tra Etiopia e Sudan sono stato fermato dai militari, perquisito, portato in una sorta di commissariato e poi di cella. Ho avuto paura».
«Mentre pedalavo attraverso il villaggio di Sheibi a soli 33 chilometri dalla frontiera – continua il racconto – un militare mi ha obbligato a seguirlo fino all’accampamento. A quel punto altri militari in modo arrogante mi hanno preso la bicicletta, aperto le borse e tirato fuori tutto, senza trovare ovviamente nulla. Non capivo se si trattava di un controllo o di un rapimento. Volevo chiamare Abyot, un ragazzo in frontiera, del quale avevo il contatto, ma non c’è stato nulla da fare. Appena ho afferrato il telefono me lo hanno tolto con la forza». Ha assistito anche al litigio di due detenuti: «Un poliziotto li ha chiamati, sono usciti, li ha fatti mettere in ginocchio davanti a me e li ha frustati con un tubo di plastica. Intanto un altro dietro di lui, impugnando un Ak-47, li guardava e rideva».

Ha passato la notte dietro le sbarre. Ma la mattina seguente è arrivato l’amico Abyot: «Mi ha tirato fuori di lì. Abbiamo caricato la bici su un minibus e siamo andati diretti alla frontiera superando insieme i vari posti di blocco».
Una volta libero «e felice», il 24enne umbro che gira il mondo in bicicletta da quando ne ha compiuti 18, ha ripreso a pedalare. «L’esperienza appena vissuta – dichiara – è stata la più spaventosa di tutte le mie avventure». Arrivato in aereo Cape Town, in Sud Africa, per percorrere in solitaria la via terrestre più lunga del mondo, da Capo Agulhas (Sud Africa) a Capo Dezhnev (Russia), non immaginava di affrontare tutto questo. «Ero alla scoperta di popoli con culture diverse. Negli ultimi anni ho viaggiato in diverse zone remote della terra, arrangiandomi con il poco che avevo. Modificavo le componenti dell’equipaggiamento per renderle utilizzabili anche nelle condizioni più difficili. In questa nuova avventura ho deciso di usare i materiali a mio parere più robusti e performanti sul mercato».
Al suo rientro in Italia, si rifugerà nella casa di San Gemini, dove il sindaco Luciano Clementella annuncia un’accoglienza speciale: «Ci fa appassionare questo nostro giovane concittadino, che porta il nome di San Gemini in giro per il mondo. Al ritorno “in patria” lo festeggeremo e attenderemo che ci comunichi la sua prossima meta». Per scoprire l’esatta posizione di Lorenzo Barone ci si può collegare a: https://linktr.ee/LorenzoBarone

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