Terni sconosciuta anche ad Orvieto: per trovarla tocca chiedere ai passanti

Continua il viaggio di Umbria 7 tra la segnaletica che non va: da dove si parte per la promozione turistica del territorio?

AL. P.

TERNI – Chi esce al casello di Orvieto, comune di 20mila abitanti della provincia di Terni abbarbicato su una rupe di tufo, non trova alcuna indicazione per il capoluogo umbro. Anche lì la segnaletica stradale penalizza la città di San Valentino. Chi, a quel punto, svolta a sinistra è certo di raggiungere Montefiascone, Acquapendente, la statale Cassia, Orbetello, il lago di Bolsena e il monte Amiata. Chi prende la direzione opposta, potrà ritrovarsi, dopo pochi chilometri, a Bagnoregio o a Civita di Bagnoregio, a Todi, Narni, Amelia, Perugia, Gubbio o Assisi.

Ma per Terni deve chiedere ai passanti, come si faceva un tempo, perché non compare nessuna indicazione per la terra di San Valentino. Chi è “di casa” sa che può tranquillamente affidarsi alla cartellonistica stradale seguendo le indicazione per Orte, ma per chi proviene da lontano diventa un problema raggiungere Terni senza inserire il navigatore o contare sull’intuito.
Il problema parte dal confine con la Toscana e si accentua al casello di Orte, dove si trovano le indicazioni per Perugia- Cesena. Chi si intende di geografia comprende che prima c’è Terni, quindi si dice: «Sono sulla strada buona». Stessa cosa se si proviene dal Viterbese: si dovranno seguire le indicazioni per Orte e subito dopo per Perugia. Ad un certo punto si dovrà comunque svoltare per raggiungere la Cascata delle Marmore. Il bello viene quando ci si ritroverà inevitabilmente ai Campacci, sul belvedere superiore, dove il salto non si vede e da dove si dovrà fare inversione o costeggiare il lago di Piediluco arrivando fino ad Arrone per poi tornare in direzione Orte, perché la scritta “Terni” non sta neppure lì. E allora: da dove si parte per la promozione turistica del territorio?

carabinieri

Cybersicurezza: incontri tra carabinieri e Confapi

Un autobus (foto Settonce ©RIPRODUZIONE RISERVATA)

Autobus vecchi e inquinanti? Metà della “flotta” umbra è pronta alla rottamazione