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Terni, tra rilancio e sviluppo: l’economia post Covid. «Obiettivo, scongiurare shock imprese»

Il convegno del Lions Club Terni Host con politica e associazioni di categoria. «La linea di programma sarà un punto di partenza per la nostra economia»

di Aurora Provantini

TERNI – Se il Covid ha sconvolto ogni piano di sviluppo economico, la guerra ha bruciato la ripartenza. E anche strizzare l’occhio alla finanza sostenibile oggi genera preoccupazione, perché la perdita che può derivare dallo spostamento verso un’economia a basse emissioni non è calcolabile. La soluzione? Va individuata il prima possibile. Perciò il convegno “Economia post Covid”, organizzato dal Lions Club Terni Host.

«Capire che “aspetto” avrà la capitale dell’acciaio e il suo territorio dopo il Covid – spiega il presidente Paolo Alunni Pistoli – ci aiuterà ad individuare la giusta strategia di uscita dalle politiche straordinarie messe in campo negli ultimi due anni. Dopo l’emergenza sanitaria, la guerra, infine l’incognita legata al cambiamento climatico. Il convegno rappresenta l’occasione per dialogare, o forse per dibattere di sviluppo economico. Per questo abbiamo invitato a sedersi allo stesso tavolo imprenditori, associazioni di categoria e politici». Carmelo Campagna, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia di Terni, ma anche di Gepafin Spa e vicepresidente di Banca Centro Toscana-Umbria, coordinerà gli interventi di Michele Fioroni (assessore allo sviluppo economico della Regione Umbria), Orlando Masselli (assessore al bilancio del Comune di Terni), Mauro Franceschini (presidente di Confartigianato Imprese Umbria), Riccardo Morelli (presidente di Confindustria sezione di Terni), Giorgio Mencaroni (presidente di Confcommercio Umbria), Mirco Papa (vicepresidente di Cna Umbria), Albano Agabiti (presidente di Coldiretti Umbria). «E la sintesi, la linea di programma che ne uscirà, sarà un punto di partenza per la nostra economia», commenta Alunni Pistoli.

«Non è un caso che ci siano tanti relatori. E non è un caso – aggiunge – che ci siano sia amministratori pubblici che rappresentanti delle diverse realtà imprenditoriali. Perché per ripartire bisogna sapere come stanno le aziende del territorio, quali complessità devono gestire nei confronti delle banche e quali difficoltà hanno nell’approvvigionamento delle materie prime, sia in campo agricolo che manifatturiero, edile, chimico».
L’obiettivo è scongiurare lo shock imprese. La guerra in Ucraina costituisce il secondo cambiamento improvviso. E questo doppio impatto, pandemia-guerra, rischia di essere pesantissimo sul versante sociale ed economico, per la debolezza del sistema-paese che negli anni è stato in grado di assorbire solo in parte gli effetti negativi della grande crisi del 2008. Con un’inflazione che ha già toccato il 6 per cento e l’aggravamento dello scenario di crisi determinato dall’impennata delle bollette, aumenta pure l’indebitamento di imprese e famiglie: il 43 per cento dei contribuenti non è riuscito ad onorare la cosiddetta rottamazione delle cartelle. La ripresa del 2021, alla base delle stime di una crescita vivace, ha lasciato tutti storditi. «Ma ci si deve riprendere dagli effetti soporiferi di quelle stime, perché non sono reali. Le aziende non hanno più certezze sui costi prospettici di energia e gas – spiega Carmelo Campagna – sulla disponibilità di alcuni prodotti, sulla capacità di far fronte a scadenze che provengono da rateizzazioni precedenti. C’è il rischio concreto di non riuscire a far fronte agli impegni commerciali e finanziari, di perdere posizioni acquisite sul mercato con tanta fatica specie dalle piccole e medie imprese, e in alcuni casi questa incertezza potrebbe far fermare la produzione». Campagna suggerisce di attivare tutte le sinergie fra i soggetti istituzionali per «individuare strumenti finanziari “pazienti”, che consentano alle imprese di rafforzarsi dal punto di vista patrimoniale, di rinviare il previsto rientro del vecchio debito e avere gli strumenti finanziari finalizzati agli investimenti in innovazione e tesi a rimodulare la struttura della produzione per adeguarla al nuovo sfidante contesto».

I temi del convegno? Le prospettive di rilancio del polo chimico ternano e della piastra logistica. I collegamenti delle infrastrutture, le filiere agricole. Ma anche l’impoverimento delle famiglie, il paradosso del fenomeno della disoccupazione (da una parte non si trova lavoro e dall’altra non si trovano camerieri e carpentieri). Un ragionamento a tutto campo, giovedì 26 maggio, alle ore 19, presso l’hotel Garden, anche per capire cosa farà la politica. «Non vorrà mica sostenere la condizione signorile di massa» – Campagna fa riferimento al libro del sociologo Luca Ricolfi. Si riferisce all’abitudine di non lavorare, che oggi non è privilegio di pochi come nel medioevo, ma della massa che beneficia di redditi di vario genere, da quello di cittadinanza a quello assistenziale, e che definisce un paradosso.

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