in

Un boschetto di betulle per l’ospedale di Città di Castello

La donazione del Rotary club “adottata” dai bambini

si.sa.

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Un progetto di riqualificazione ambientale, un futuro giardino terapeutico che vuole puntare a migliorare l’aria e la vita di tutti: malati, familiari e personale sanitario. A farlo crescere e proliferare saranno 133 bambini, pari al numero di alberelli che sono stati piantati davanti al reparto di rianimazione dell’ospedale di Città di Castello.

Tutte le piante sono state predisposte dando vita a due forme: il quadrato, che rappresenta la razionalità, ed il cerchio, che riproduce la forma del grembo materno. Le due figure, tagliate ed incastrate tra loro, hanno l’obiettivo di evocare il momento della nascita. In questo consiste l’ultima donazione effettuata dal Rotary Club Città di Castello – rappresentato sabato scorso dal suo presidente Massimo Alberti, e dal governatore del distretto 2090, Gioacchino Minelli – alla presenza di Silvio Pasqui, direttore del Presidio Ospedaliero Alto Tevere, di Luca Secondi e Letizia Guerri, rispettivamente, sindaco e assessore ai servizi educativi del Comune di Città di Castello, e di alcuni studenti del primo circolo didattico di Città di Castello, accompagnati dai genitori. Durante la cerimonia i bambini si sono formalmente impegnati a prendersi cura del loro alberello di betulle siglandolo con il loro nome e ricevendo l’attestato di adozione. “Questa donazione ha un alto valore simbolico visto che gli alberelli sono stati piantati vicino alla rianimazione, quasi come volessero dare ossigeno a chi ne ha bisogno. In più, ogni pianta è stata adottata da un bambino quale simbolo di impegno di cura per il futuro. Ringrazio il Rotary e tutte le associazioni del territorio che sostengono da sempre con le loro donazioni le attività del nostro ospedale”, ha commentato il direttore Silvio Pasqui.

Festa a Perugia con “La vita è bella”: laurea honoris causa al premio Oscar Nicola Piovani

incidente città di castello

Guida in stato d’ebbrezza: due denunce in alta Umbria