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Comunità montane, «gestione scellerata». E ora chi pagherà gli 8,5 milioni di disavanzo?

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La Tesei all’attacco: «Una delle piaghe che ci hanno lasciato in eredità». E chiede: è giusto che ripianino i Comuni del Trasimeno (a maggioranza Pd, ndr) o tutta l’Umbria? Seguirà scontro o si deciderà insieme?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Prima di tutto non si capisce il motivo per cui il Pd era assente in Assemblea legislativa durante la risposta di Donatella Tesei alla interrogazione della Lega sulle Comunità montane. E’ una triste storia. E va bene. E si sapeva. Fu segnalata in passato anche da qualche amministratore giudizioso del centrosinistra. Ma non se ne fece nulla perché non era una storia edificante.
Ma non si tratta solo di guardare al passato, quindi concedendo alla presidente della Giunta di schiacciare una palla alta così sulla opposizione, ma si tratta di prendere atto di errori che ora vanno superati. Con una scelta – lo diremo – alla fine che coinvolgerà tutti.

Allora: la rogna lasciata dall’ultima amministrazione regionale, ma che viene dal passato più remoto, si chiama liquidazione delle Comunità montane.
Che non potessero stare ancora in piedi, così com’erano, era evidente, ma il commissario liquidatore ha trovato situazioni difficili. Riassumendo: in tre casi Alta Umbria, Monti Martani-Subasio, Orvietano-Narnese si può procedere, dopo aver compiuto le operazioni necessarie, nel caso della Comunità montana della Valnerina bisognerà superare – dice il commissario – altre difficoltà. Ma si può andare avanti.
Manca all’elenco la Comunità Monti del Trasimeno, che da anni viene considerata un fiore all’occhiello all’incontrario, il modo in cui non si deve procedere. Era già la «Comunità montane più pianeggiante d’Europa». Adesso ufficialmente è una delle peggio amministrate – lo dice il commissario liquidatore – segnalando che dal 2016, con il pignoramento della tesoreria, «non è possibile effettuare pagamenti ai fornitori o rimborsare finanziamenti o tentare accordi stragiudiziali» (abbiamo sintetizzato per brevità). Insomma: dal 2016 la Monti del Trasimeno è un bubbone sul quale non si può neppure incidere per cambiare il corso degli eventi.
Domande: quanti si sono girati dall’altra parte? Quanti potevano fare qualcosa non l’hanno fatta perché il buon nome delle amministrazioni vigenti non fosse messo in crisi?
Di sicuro c’è il risultato finale: uno sbilancio pesante che diventa determinante anche per la liquidazione per intero di tutte e 5 le Comunità montane rimaste, pesando per 8,5 milioni di euro. Questi soldi vanno rimessi. Punto e stop.
Tesei, dopo il racconto della situazione, approfitta per colpire, senza usare il fioretto, con una considerazione che lei stessa chiama “politica”. Dice: “La situazione è gravissima ed è estremamente grave che solo noi ora, dal 2016, abbiamo appurato questa situazione e in trasparenza la portiamo alla conoscenza dell’Assemblea legislativa e della cittadinanza”.
Poi allarga il quadro e mette nel mirino la gestione che ha ereditato: «Toccherà a noi, come nei casi Monteluce, Umbria mobilità, aeroporto, Umbria jazz,(e potrei proseguire) tentare di risanare questa ennesima piaga ereditata, per il bene dei cittadini e senza gravare sulle loro tasche».
A questo punto arriva il momento delle soluzioni. Non prima di aver detto però che la Regione, su parere dell’Avvocatura dello Stato, ha ricordato al commissario che è compito suo di segnalare all’autorità competente gli eventuali comportamenti illeciti, di cui il commissario stesso parla.
Indirizzate in una strada a parte quindi le eventuali responsabilità, si tratta di risolvere. Ecco perché era opportuna la presenza in aula del Pd. Non per accettare processi al passato, ma per agire sul futuro, preso atto che il passato stavolta è una brutta pagina. Non sarebbe opportuno che maggioranza e opposizione sciogliessero insieme il nodo?
Comunque, parola alla Tesei: «Sarà da valutare insieme, cosa è giusto eticamente e politicamente fare. Perché se è vero che la legge assegna l’onere di questa ennesima mala gestio umbra dalla intera comunità regionale, è pur vero che responsabilità delle comunità montana di un comprensorio, e magari dei Comuni che hanno fatto operazioni per loro convenienti con questa comunità montana, non è detto sia giusto farle ricadere sull’insieme dei comuni umbri».
Insomma pagano tutti i Comuni dell’Umbria, quota parte, o soltanto quelli del comprensorio Monti del Trasimeno? Una scelta da fare, riflettendoci bene. Col contributo di tutti.
Per il momento la Tesei conclude la sua lunga (e giustificata) schiacciata così: «Anche per questo sono confidente in un’approfondita azione degli organi di controllo che appurino la responsabilità di un buco che noi oggi ci troviamo a risolvere».

La nota della Lega

“Comunità Montane, 19 milioni di disavanzo e Comuni del Trasimeno a rischio dissesto finanziario. È l’ennesima pesante eredità del Partito Democratico”. Il commento è del capogruppo Lega in Regione Umbria Stefano Pastorelli primo firmatario della question time discussa in Assemblea Legislativa. “Ancora una volta spetta a noi risolvere i disastri delle precedenti amministrazioni regionali, causati da una evidente incapacità del PD di governare senza incappare in buchi di bilancio, debiti o scandali giudiziari. Dopo i 50 milioni di euro di finanza creativa andati in fumo con il fondo Monteluce, gli oltre 20 milioni di euro di debiti nel settore dei trasporti, la Concorsopoli nella sanità, le questioni economiche irrisolte con la Provincia di Perugia e i fallimenti collezionati nella gestione dell’aeroporto e della FCU, adesso emerge un’altra vicenda, forse la più grave di tutte, che la giunta Tesei dovrà affrontare. La più grave non dal punto di vista dell’entità debitoria, quanto da quello dei possibili risvolti negativi che potrebbe determinare. Dal piano di liquidazione delle Comunità Montane, infatti, oltre alla possibilità di comportamenti illeciti e danno erariale, è emerso un disavanzo di 19 milioni di euro che potrebbe ricadere pesantemente sui Comuni del Trasimeno, causandone il dissesto finanziario, vista l’impossibilità per queste piccole realtà di far fronte, in fase di bilancio, all’enorme passivo accumulato nel tempo. A quanto pare la questione era nota fin dal 2016, anno in cui è stata pignorata la tesoreria, ma è stata resa pubblica soltanto di recente grazie al lavoro del commissario liquidatore nominato dalla giunta Tesei. Ci sono domande alle quali è necessario trovare delle risposte. Perché i precedenti commissari liquidatori, nominati direttamente dalla giunta di centrosinistra, non hanno mai reso noto il grave squilibrio finanziario a cui erano andate incontro le Comunità Montane? Perché chi governava la Regione non ha fatto nulla per tentare di risolvere questa criticità prima che esplodesse? Qualcuno nella giunta regionale a trazione Partito Democratico era a conoscenza del buco? Siamo decisi ad andare fino in fondo. Nel frattempo saremo al fianco della presidente Tesei offrendo il nostro contributo in termini di proposte e competenze – conclude Pastorelli – affinché venga fatto tutto il necessario perché gli errori del passato non ricadano inesorabilmente sulle spalle dei piccoli comuni e dei cittadini umbri”.

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