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I mercati finanziari e il conto alla rovescia: Adelante Pedro! Si puedes (con juicio)

L’analisi di Angelo Drusiani

PERUGIA – Inequivocabile l’immagine: terminato il conto alla rovescia, a Cape Canaveral il razzo prende il volo. Quanti prima e dopo di questo hanno solcato il cielo, lasciando temporaneamente il suolo della Florida. Il ritorno sulla terra passò attraverso diverse fasi, compreso l’ammaraggio, quasi sempre spettacolare! Ma non si dovrebbe spaziare non nello spazio terrestre, ma nel comparto finanziario. Al centro, dopo la fase pandemica quasi superata, di un tasso d’inflazione inaspettato nei numeri e, contemporaneamente di una guerra che il fianco orientale del vecchio Continente certamente non aveva messo in conto!

Anche i mercati finanziari hanno attivato l’orologio per il conto alla rovescia: obiettivo il 15 giugno prossimo, data in cui il FOMC, l’Organismo statunitense che comunica il livello del tasso di riferimento, indicherà il nuovo valore del tasso che la Federal Reserve, la Banca Centrale degli Stati Uniti, applicherà dal giorno successivo. E, si aggiunga, per poco più di un mese, perché il successivo 27 luglio, quasi certamente il valore verrà rivisto verso l’alto.
Se si attiva un conto alla rovescia è perché l’attesa relativa alla decisione che verrà presa è sicuramente importante. Le prospettive economiche a stelle e strisce condizionano, quelle globali. In Europa, in particolare, visti i profondi legami di carattere politico ed economico, appunto, che caratterizzano la storia dei due Continenti. Prospettive economiche sottosopra da metà dello scorso anno, ma con un’accentuazione significativa nella parte finale del 2021, che l’inizio dell’anno in corso ha decisamente consolidato. Nove per cento di incremento del costo della vita, l’ultimo dato rilevato nel Regno Unito, 8,1% negli USA, e stesso dato, questo provvisorio, in Eurozona. Se i prezzi a dettaglio volano e si attestassero ancora a lungo ai citati valori, i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese potrebbero subire un tracollo. L’unica arma a disposizione di chi governa i sistemi finanziari è il tasso di riferimento. Da aumentare, in questi casi. Da ridurre, se l’economia entra in recessione. Rischio, quest’ultimo, che potrebbe riaffacciarsi, se il rialzo dei tassi ufficiali fosse troppo severo. Perché un costo del denaro troppo alto frenerebbe gli investimenti produttivi, con ricadute negative sull’intera filiera economica.
Se i listini azionari zoppicano, o addirittura scivolano, la ragione va ricercata nelle considerazioni che caratterizzano le considerazioni degli investitori, ma soprattutto quelle degli analisti finanziari. Gli uni e gli altri ritengono che la Banca Centrale USA manterrà un profilo neutrale e limiterà il rialzo a 50 centesimi di punto. Aumentando il tasso di riferimento USA all’1,50%. Nelle successive quattro riunioni del citato FOMC, se il ritmo dei rialzi non rallenta, la FED saluterebbe l’anno in corso con un tasso di riferimento del 3,50 per cento. Dallo zero di fine 2021. Il livello finale, in ogni caso, non sarà un valore automatico, perché sarà in stretta connessione con il tasso di crescita, o decrescita, economica rilevato con cadenza trimestrale. Dati economici forti in salita favoriranno la strategia rialzista del tasso di riferimento. Dati deboli potrebbero frenarne la corsa.
La Banca Centrale Europea ci riguarda più da vicino. Senza ombra di dubbi. E che, fino ad ora, ha mantenuto la calma. In attesa di valutare l’impatto inflazionistico su consumi, crescita economica e relative prospettive. Giovedì prossimo potrebbe decidere un primo incremento del tasso di riferimento, mutuato dalle settimanali operazioni di finanziamento che la BCE propone al sistema bancario di Eurozona. E anche in ambito borsistico dell’area euro, come si manifesta alla Borsa di New York, domina l’incertezza sia in campo azionario, sia in quello obbligazionario. Quest’ultimo con accelerazioni spesso inattese.
Che fare? Chi ha pazienza, e capitali da investire, può fissare dei livelli di prezzo, definiti di entrata, ai quali immettere in portafoglio azioni od obbligazioni. Ad esempio, quando il rendimento del BTP decennale dovesse raggiungere il rendimento del 4,25-4,50%. Per poi proseguire, a fronte di rendimenti superiori. In campo azionario, rivolgendo l’interesse a società del settore tecnologico. Le cui quotazioni hanno subito arretramenti, dai valori massimi di fine 2021, ben superiori al 20%.
Già la percentuale citata lascia trasparire il livello attuale di rischiosità degli investimenti finanziari. Si tenga conto che i BTP con durata decennale hanno mediamente perso poco più del 15 per cento nei primi cinque mesi dell’anno in corso!
“Adelante, Pedro, con juicio, si puedes.” “Avanti, Pedro, con giudizio, se puoi”. Da “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, capitolo 13°

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