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Il consenso del cdx di governo impersonato da Ruggiano, la ripresa del Pd e il trend dei CiviciX, quanto sa attrarre Azione: ecco per cosa vale il test di Todi

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI |Il voto tuderte ha un valore che va oltre il risultato per il Comune, con importanti risvolti regionali, e andrà comunque letto con la massima attenzione. Anche se resta importante il nodo dell’affluenza alle urne

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sono due i Comuni “maggiori” in Umbria, in cui si vota il 12 giugno, e nei quali è possibile andare al ballottaggio il 26 giugno. Di Narni abbiamo detto, resta Todi.

E a Todi il test è di rilievo perchè si tratta di verificare come e quanto il centrodestra di governo, impersonato in maniera autorevole da Antonino Ruggiano, Forza Italia, sindaco uscente concreto, che tra molte vicissitudini alla fine è però riuscito ad affermare una linea di governo moderata, vittorioso la volta scorsa sul filo di lana, è riuscito a entrare nella testa e nel cuore della gente. 

Parte da favorito, con tutti gli handicap che hanno i favoriti, ma col problema dell’affluenza al voto, lui più degli altri candidati. Una bassa partecipazione al voto non lo avvantagerebbe. Il Ruggiano style per altro può diventare anche un riferimento per la politica regionale del centrodestra, che non sempre sceglie la sponda moderata per risolvere le questioni.

Se il test vale per Ruggiano, è molto significativo anche per il centrosinistra: Fabio Catterini, il candidato sindaco, viene proposto dai CiviciX ma ci tiene a sottolineare come abbia rapporti stretti col partito guida dello schieramento, il Pd. Qui si tratta di verificare se il gigante rosso, dominatore del passato, che ha espresso leader regionali, su tutti Catiuscia Marini, è tornato in possesso dei consensi persi per strada in questo ultimo periodo. A Todi e in tutta la regione. Cosa riusciranno a metterci del loro i CiviciX, trionfatori a Spoleto con Sisti, è un altro aspetto tutto da vedere.

Ma la curiosità maggiore è valutare l’exploit di Floriano Pizzichini, il terzo candidato a sindaco. Pizzichini è giovane ma ha già una storia di protagonista vivace, spesso eterodosso, della scena politica ternana. Nasce socialista (dell’influente Partito socialista tuderte), poi diventa ago della bilancia, fino a finire candidato di uno schieramento per il cambiamento di Todi, ma che al suo interno, insieme a liste civiche, ha il partito di Carlo Calenda, Azione, il quale può essere pesato in certi con test comunali, in questa tornata amministrativa. E uno di questi è sicuramente Todi, vista la tradizione di sinistra dell’Umbria e la proposta di rinnovamento della sinistra che arriva da Carlo Calenda. Non solo: Azione spacca il fronte del centrosinistra su un tema che è un must nazionale della campagna elettorale “azionista”, l’alleanza con i Cinquestelle, in base al suoi credo: noi guardiamo a sinistra, corriamo insieme su un programma comune, ma non riteniamo che il 5Ms sia un compagno di viaggio.

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