in ,

Imprese umbre in ginocchio: costo energia alle stelle

Una crescita senza sosta che porterà a un aggravio di spesa che supera notevolmente quello dello scorso anno

Giorgio Mencaroni, presidente Confcommercio Umbria

PERUGIA – «I dati resi noti dall’Osservatorio Confcommercio energia non fanno che confermare le enormi difficoltà che stanno vivendo le nostre imprese, alle prese con costi di luce e gas arrivati a livelli insostenibili. Nonostante gli interventi provvisori decisi dal governo, i costanti rincari della componente energia continuano a pesare notevolmente sui conti delle nostre imprese. Dall’Umbria non possiamo che sostenere la richiesta di interventi che riducano in modo strutturale i costi dell’energia per le imprese del terziario, che nel 2022 soffriranno un aggravio di spesa più che doppio rispetto all’anno precedente, sempre che rimangano stabili o in calo gli attuali prezzi». Queste le parole di Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria in merito al rincaro del prezzo dell’energia.

«La gravità della crisi in atto e le violente conseguenze sul tessuto economico e produttivo – prosegue preoccupato Mencaroni – richiedono anche un rafforzamento ulteriore dei crediti d’imposta introdotti dal governo. Le nostre imprese del terziario stanno tentando di ripartire e la stagione estiva presenta segnali incoraggianti, ma il caro energia sta frenando la ripresa».

I DATI

I dati dell’Osservatorio Confcommercio energia dimostrano una crescita senza sosta del prezzo dell’energia per le imprese del terziario. Ad aprile 2022, rispetto alle rilevazioni dello scorso gennaio, si stima un incremento del costo delle forniture di energia elettrica che oscilla tra il 50% fino ad oltre l’80%. In particolare, i dati del primo trimestre 2022 (31 gennaio/30 aprile) testimoniano che la spesa annua per il 2022 in elettricità per un albergo tipo può arrivare fino a circa 137.000 euro, con un incremento del 76%, per un ristorante fino ad oltre 18.000 euro (+57%), mentre per un negozio alimentare passerà da 23.000 euro a 40.000 euro (circa il 70% in più), per un bar il conto annuale aumenta del 54%, mentre per i negozi non alimentari il rincaro può arrivare addirittura all’87%.
Altrettanto significativi i rincari, su base trimestrale, per la spesa annuale del gas: si stima che tra il 31 gennaio e il 30 aprile 2022 la spesa annuale di gas per tutti i comparti del terziario presi a riferimento è aumentata, arrivando a toccare, in alcuni casi, incrementi pari al 34%. Di particolare rilievo l’incremento registrato per gli alberghi (più 6.000 euro rispetto alle previsioni di gennaio
2022) e altrettanto importante l’aumento del conto annuale del gas nel settore della ristorazione, passato dai circa 8.000 euro delle previsioni di gennaio ai 10.000 euro stimati di aprile (più 2.000 euro di differenza nel giro di pochi mesi). Un +5% si registra invece per i bar, mentre per i negozi – di generi alimentari e non – il “delta” tra le previsioni di inizio anno e aprile è del 31%. Nel confronto tra aprile 2021 e aprile 2022, la “bolletta annuale” di elettricità è aumentata considerevolmente per tutti i principali comparti del terziario: settore alberghiero (+68.000€ e +131%), ristoranti (+9.000€ e +129%), bar (+5.000€ e +111%), negozi di generi alimentari (+20.000€ e +115%) e negozi non alimentari (+5.000€ e +113%).

Milcho

Eventi a cielo aperto a Umbertide con la rassegna estiva “Cinema in Piattaforma”

Il 25 giugno è Caos: a Perugia torna l’Umbria Pride per i diritti