Montefalco_Palazzo_Comunale

Montefalco, il buco di bilancio non c’era, lo attesta la Corte dei conti. Ora cercasi opposizione che aiuti chi governa i Comuni a evitare l’aumento delle tasse

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Si chiude il caso (era uno squilibrio di bilancio, dal quale si rientra a rate in 15 anni). La Lega si vendica con la sinistra: «Era solo macchina del fango». Ma il tema è: il populismo non permette di fare il bene del popolo. Lo Stato taglia ancora i trasferimenti agli enti locali e ci si può difendere solo insieme

di Marco Brunacci

PERUGIA – C’era una volta una polemica che ha infiammato il dibattito politico intorno all’allora debuttante giunta della presidente Tesei. Chi – Umbria7 – non si è mai entusiasmato ai siparietti pro e contro, oggi prende atto che la Corte dei Conti ha esaminato il bilancio e il piano di rientro del Comune di Montefalco e ha concluso che è tutto corretto. Si può procedere. Tesei, da sindaco di Montefalco, aveva fatto legittime scelte politiche in favore dei suoi amministrati (magari qualche ufficio doveva riferire meglio) che però non erano del tutto sostenibili dal bilancio, che ora infatti va sistemato. Fine del film..

La questione, per chi non ha dato mai molto peso alla faccenda, potrebbe finire qui, ma qualche insegnamento va tratto per il futuro.
L’opposizione, nel dibattito dìemocratico, è fondamentale per la qualità del governo. Se opta per campagne “populiste” ottiene effimeri vantaggi, come si vede oggi come non mai, ma non indirizza sulle questioni fondamentali l’azione di governo e alla fine prende pure la porta in faccia, come nelle comiche..
La Corte dei Conti ha di fatto sancito una verità che sembrava evidente fin da subito: il Comune di Montefalco (sindaco Tesei) aveva scelto, per dirla in termini eleganti, scelte di politica espansiva, non rigorista, come forma di amministrazione.
Montefalco se n’è avvantaggiata, ha un tessuto economico vivace, più vivace dei Comuni rigoristi, i cittadini hanno case che valgono di più , le intraprese commerciali ne hanno vantaggi. Ora però i cittadini dovranno in rate di 15 anni rendere di nuovo sostenibile anche il bilancio. Vantaggi e svantaggi.
E ancora merita una riflessione ampia, non solo il ruolo dell’opposizione (ecco la Lega che si vendica della sinistra accusata di avere azionato la macchina del fango, senza giustificazione), ma anche sul ruolo passato, presente e futuro delle amministrazioni comunali.
Qui, attenzione, la riflessione diventa un alert per il domani.
Allora: il motivo per cui in questi anni migliaia di Comuni italiani hanno più o meno volontariamente deciso di optare per uno squilibrio di bilancio (nel centrodestra come nel centrosinistra) è perchè lo Stato ha progressivamente tagliato i trasferimenti, lasciando le casse degli enti locali più vicini a cittadini a secco. Naturalmente non stiamo riferendo a quegli enti che sono finiti in dissesto per scelte amministrative sbagliate. Una cosa è los equilibrio, una cosa il default. E ne se sanno qualcosa a Terni.
Ma tanti Comuni in questi anni hanno preferito erogare servizi, promuovere il territorio, portare acqua al mulino dello sviluppo, invece che essere rigidi vestali dei conti.
Attenzione: il dibattito qui è aperto. Non sono bravi coloro che scelgono la politica espansiva, non sono cattivi quelli del rigore. Ma la questione va affrontata per quella che è.
E adesso veniamo al dunque: lo Stato centrale è ancora intenzionato a ridurre i trasferimenti e comunque mantenerli su livelli che sono di fatto insufficienti per reggere le spese in tutti i Comuni, di ogni colore politico. In cambio, attraverso un furbo emendamento, lascia loro la possibilità di aumentare il livello della tassazione comunale. Quest’anno forse passerà senza conseguenze, ma non è certo. Il prossimo saranno guai.
Se governo e opposizione si confrontassero, invece che sullo scandalismo da due soldi, sulle questioni concrete, si potrebbero tentare strade inedite. Ma già vediamo il futuro: se ad aumentare le tasse sarà il centrodestra, ecco gli schiamazzi a sinistra, e naturalmente viceversa.
Senza alcuna riflessione sui modi migliori per tagliare la spesa corrente (il personale è un tema mai dibattuto seriamente e mai risolto) e senza un piano per riscuotere le tasse da chi non le paga.
Va da sé ora che -. ecco un altro bel tema per i populisti – verranno innalzate di nuovo le indennità degli amministratori, come era inevitabile.
Avviso finale ai naviganti: il buco di Montefalco non c’era, lo sancisce la Corte dei Conti, l’opposizione ha fatto una figuraccia. Non sarebbe allora il caso, per il prossimo futuro, ripudiare tutti – di ogni colore – il becero populismo per fare il bene del popolo?

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