in

“Quello che siamo noi”, Alessandra Morelli presenta il suo libro: una storia di crescita e genitorialità

Presente all’incontro anche la psicoterapeuta Tullia Cianchelli

di Luca Ceccotti

TERNI – Uscito lo scorso 26 maggio per La Corte Editore e passato anche al prestigioso Salone del libro di Torino, “Quello che siamo noi” della giornalista Alessandra Morelli è stato presentato oggi a Terni presso la biblioteca comunale in un’incontro mediato dalla psicoterapeuta Tullia Cianchelli.

«Un libro che trasmette in carta e inchiostro il bisogno di genitorialità – dice la Cianchelli -, che nasce anche dal trauma dell’impossibilità di una genitorialità biologica. Alessandra ha deciso di non mistificare questa ferita, nascondendola, ma anzi restituendogli dignità. La perfetta metafora del kintsugi adottata nel romanzo spiega in modo esaustivo il percorso da lei affrontato e intrapreso anche dai suoi protagonisti. Perché un oggetto rotto, in particolare un vaso nella filosofia manuale e intima del Kintsugi, non va buttato ma recuperato, apprezzato anche per le sue ferite, quei punti di rottura visibili che impreziosiscono l’oggetto e, in contesto, il soggetto».

C’è tanta psicoterapia nel romanzo della Morelli, scritto con il cuore di chi la sofferenza e le criticità raccontate le ha vissute da vicino, cercando di restituire uno sguardo sincero e caloroso sulla questione, costruendoci intorno un racconto capace di arrivare, restare e infine aiutare. Una storia terapeutica pensata pure con qualche intento maieutico che narra le vicende di Katerina e Natalia, sorelle accumunate da una grande forza di natura ma diverse l’una dall’altra, adottate da genitori diversi e rincontratesi dopo anni, cambiate. Una solare e sorridente, l’altra chiusa e afflitta dai propri demoni. L’arrivo di Andrej cambierà poi ogni cosa una volta giunte in Italia.

«Questi tre personaggi principali sono tre parti di me – dice la scrittrice -. Anche Natalia, che è un po’ la parte negativa e ci è voluto coraggio per tirarla fuori e metterla per iscritto, ma sono felice di averla tratteggiata così, perché è giusta e vera, soprattutto quando vista e descritta dagli altri. Sono poi felice del gioco che ho costruito, ma proprio per questo non riesco a scegliere quale protagonista sia il mio preferito. Andrej è sicuramente il personaggio che subisce un cambiamento più significativo e lui alla fine è l’eroe della storia, anche se ne combina tantissime e si entra dentro la sua personalità con sensibilità marcatezza».

Alessandra Morelli ha definito l’uscita e la presentazione di “Quello che siamo noi” come “un cerchio che si chiude”. Una storia in grado di toccare alcune corde nascoste dell’animo umano e insinuarsi con intimità e coraggio nel cuore dei lettori, in alcuni casi aiutandoli a prendere coscienza, in altri emozionandoli e basta. Ma va bene così.

In fondo è questo il potere della scrittura.

Il presidente Squarta: «Cambio di passo in sanità, 19 ospedali non sono sostenibili. Abbiamo risparmiato un milione, lo daremo al sociale»

Marco Caprai

Il Sagrantino e Montefalco conquistano Forbes e gli Usa. Caprai li fa sognare con la leggenda dell’imperatore Federico II