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Il presidente Squarta: «Cambio di passo in sanità, 19 ospedali non sono sostenibili. Abbiamo risparmiato un milione, lo daremo al sociale»

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | Come leader dell’Assemblea legislativa annuncia risparmi che verranno consegnati alla Giunta. E come emergente della politica umbra risponde sui mal di pancia della maggioranza, sul suo futuro e su luci e ombre del Governo Tesei

di Marco Brunacci

Il presidente dell’Assemblea legislativa, Marco Squarta, FdI, ha ottenuto seimila preferenze alle ultime elezioni regionali e, col suo partito in grande ascesa, viene considerato uno degli emergenti della politica umbra. Candidato in pectore a sindaco di Perugia, quando Romizi dovrà lasciare, ma anche possibile terzo elemento del tridente di parlamentari del team umbro di FdI, insieme a Zaffini e Prisco. Viste, tanto più, le difficoltà della Lega sia in Umbria che nel resto d’Italia (nord escluso).

Che opinione ha della situazione in Regione? Eccolo che risponde diretto: «Bene la presidente Tesei su economia in generale, turismo, aeroporto, nel tappare le falle lasciate dalle passate amministrazioni di centrosinistra, anche benissimo sulla scelte e le decisioni adottate sulle società partecipate – dice in un’intervista Tv a Tef channel – Sulla sanità invece bisogna con urgenza fare il famoso cambio di passo. Anche sul sociale e sul trasporto pubblico ci vuole più slancio».

E sulla sanità non ha paura di spiegare: «Per non fare discriminazioni tra i cittadini e penalizzare i più deboli e i meno abbienti è necessario reperire risorse e razionalizzare la spesa attuale. E cominciamo a dire: 19 ospedali in Umbria non sono sostenibili».

Per il sociale «bisogna sempre fare di più, deve essere sempre l’impegno principale di chi fa politica e amministrazione. Come presidente dell’Assemblea legislativa umbra in questi due anni e mezzo ho tenuto ad adottare criteri rigorosi sul bilancio. Abbiamo così risparmiato un milione di euro, che adesso daremo alla giunta regionale perché venga destinato al sociale, ad aiutare chi ha più bisogno».

Sull’ingresso in giunta di un rappresentante di Fratelli d’Italia al momento rinviato mostra insoddisfazione, ma resta generico e non affonda. Magari perchè potrebbero essere vere quelle voci che dicono che a Roma, Meloni e il suo team, si sono stancati di aspettare e ritengono già fuori tempo massimo le possibili iniziative sul tema.

Su una domanda invece è molto diretto. 
Dicono che il problema della mancanza di un rappresentante di FdI in giunta regionale dipenda dal suo rifiuto a entrarci due anni e mezzo fa? «Una baggianata», risponde seccato. 
E spiega che Fratelli d’Italia oggi risulta aver incrementato di molto i consensi, ma già allora era largamente il secondo partito della coalizione. E stando ai numeri, sale della democrazia, poteva senz’altro avere sia la presidenza dell’Assemblea che un posto in Giunta. 

Ecco la (franca) versione del presidente Squarta, tra gli emergenti della politica umbra.

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