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Retroscena/Nel riservato summit di maggioranza, via libera al patrocinio dell’Umbria Pride e al D’Angelo-pensiero su liste d’attesa e governance della sanità

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Tesei a colloquio per tre ore con Zaffini, Caparvi e Nevi (al posto di Romizi). «Clima positivo», dicono e neanche una parola sul rimpasto di giunta (tramontato). Un pensiero a Pillon e il resto sui problemi dei soldi da trovare per la sanità (razionalizzazioni e richieste al Governo). Poi rifiuti e trasporti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Clima positivo. Lo dicono tutti e sarà così. Parliamo del summit appena concluso tra Tesei e i tre segretari della maggioranza di governo regionale. Zaffini (FdI), Caparvi (Lega), Nevi (al posto di Romizi impegnato nelle celebrazioni del XX giugno per Forza Italia). I tre in ordine di voti, rispetto ai sondaggi attuali.

Il principale ostacolo doveva essere rappresentato dal patrocinio concesso dalla Regione Umbria all’Umbria Pride di sabato prossimo. Caparvi ha iniziato – raccontano – una intemerata su toni medi, in crescendo, fino a quelli alti, ma che si è spenta dopo tre minuti e mezzo. Il suo senatore Pillon sarà contento.
Poi è finita come doveva finire: tutti a dire che probabilmente era meglio non dare il patrocinio ma visto che ormai è stato dato, lasciamo le cose come stanno. Nevi moderatissimo, Zaffini ancora di più (a dimostrazione che è uno del mestiere, in un partito che gode ottima salute nei consensi). La tempesta nel bicchier d’acqua è da considerare terminata. Sempre che Pillon – che gioca a confondere il patrocinio del Gay pride con la resa alla cultura gender – non si incateni alla Fontana maggiore.
I problemi invece sono altri. Uno su tutti. Si chiama sanità. A livello nazionale sono 4 i miliardi di sbilanciamento che le Regioni hanno collezionato in questa fase terribile segnata dall’emergenza Covid. E’ giusto che le opposizioni facciano il loro mestiere, ma qui è tutto chiaro: tutte le maggioranze, di ogni sfumatura di colore, hanno avuto e hanno problemi per far pareggiare i conti. Ma anche su questo tema i segretari sono coesi (per davvero): è emergenza ma va affrontata con lucidità. L’Umbria schiera un direttore generale che, se non cade sotto il peso delle troppe responsabilità nella sua personale via del Calvario, ha i numeri per fare il possibile. Per i miracoli – come sempre – bisogna attendere. Però soluzioni razionali a problemi complicati si possono trovare.
I soldi mancano? I tre segretari hanno promesso alla Tesei di fare la voce grossa col Governo, come stanno facendo tutti i parlamentari, di ogni colore, per tutte le regioni italiane.
L’ultimo a indicare questa strada è stato Renzi: sulla sanità bisogna fare un investimento nazionale o si va a sbattere. Tutti insieme.
Poi ci sono i paragrafi dei capitoli. Il più importante è quello delle liste d’attesa.
D’Angelo ha promesso il metodo scientifico e il ricorso alle prestazioni “a chiamata”, secondo l’urgenza. Tutti si aspettano molto. D’Angelo rischia di finire come Giovanna d’Arco sulla pila ardente, ma deve rischiare il tutto per tutto. Troppi i ritardi finora (qui ha ragione l’opposizione).
Secondo paragrafo: bisogna accelerare il project financing del nuovo ospedale di Terni e bisogna risolvere la questione direttore generale (l’unico rimasto in bilico, dopo la rivoluzione di giugno). Ci si attende una travolgente irruzione del buon senso, in mancanza serve la saggezza e la determinazione di D’Angelo, abituato ad agire sul filo del rasoio, in emergenza continua.
Capitolo trasporti: bene la linea della Regione, ma non è il caso di sentire anche i Comuni se ci mettono qualche soldo del loro per i servizi?
Finale sui rifiuti: riforma epocale (c’è poco da fare, si chiude il ciclo in Umbria, finalmente) ma quanta strada si dovrà ancora fare è chiaro a tutti. E il problema resta la scelta del sito e chi costruirà l’inceneritore. Come dice un tecnico dell’amministrazione regionale: troppo presto per parlarne. Ma intanto Umbria7 si è avvantaggiata.
Post scriptum: Fratelli d’Italia non parla più di rimpasto della giunta ma non è una bella cosa per il governo regionale. Intanto, di sicuro, significa che FdI condurrà la campagna elettorale di marzo prossimo facendo propri i successi del governo regionale, in quanto fondamentale membro della maggioranza, e buttando sugli alleati gli insuccessi, in quanto non presente in giunta. Scommettete?

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