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Il valzer delle candidature/Il Pd il primo a scegliere: la coppia vincente dovrebbe essere Ascani (Camera)-Chiodini (Senato)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Nella riunione tra i segretari regionali e Letta esce un regolamento elettorale che riconosce autonomia ai territori. Bori lo usa per rinnovare e per rafforzarsi con un candidato forte che non divide il partito

di Marco Brunacci

PERUGIA – È il Pd il più avanti nella giostra delle candidature. Il summit da Letta, con i segretari regionali, in corso mentre scriviamo, ha partorito un regolamento che Umbria7 pubblicherà appena possibile, ma che – secondo quanto già saputo – riconosce grandi poteri discrezionali al segretario regionale (nel caso dell’Umbria, tanto spazio al giovane Bori).

E come verrà usato? Intanto per fare argine contro le richieste nazionali. Dato che – come già più volte scritto – sono due i posti sicuri del Pd, la capolista della Camera, già scelta da Roma, la tifernate Anna Ascani, e il capolista del Senato, che, a questo punto, dovrebbe essere salvo sorprese, scelto dall’Umbria.
Il nome che in queste ore sta rimbalzando di tavolo in tavolo è quello del sindaco di Magione, Giacomo Chiodini. Non più un giovane emergente, visto il suo curriculum e l’età, ma neanche un esponente dell’establishment riconosciuto del partito.
Una buona scelta – secondo parere univoco – che potrebbe rafforzare anche – cosa sempre utile per consolidare gli assetti – anche la leadership di Tommaso Bori.
L’idea generale comunque è quella già segnalata da Umbria7: gli eletti in ruoli non parlamentari non devono venir candidati. Naturalmente con tante eccezioni legate ai territori e alle situazioni e alle personalità. Figurarsi se si poteva ragionare sulle potenziali candidature dei consiglieri regionali. Quindi capolinea per Paparelli, per lo stesso Bori, per la moderata Porzi e anche la emergente Simona Meloni.
Se il capolista al Senato toccherà a Giacomo Chiodini, come al momento tutto fa pensare, sarebbe prima di tutto un successo del segretario Bori, che, in un colpo solo, rinnoverebbe senza lasciare margini per le critiche agli avversari interni e manterrebbe un livello alto di consenso.
Il fatto che Bori sia troppo a sinistra anche rispetto alle linee nazionali? La critica è concreta e la candidatura Chiodini non la cancella. Ma il segretario ritiene di avere tempo e modo per risistemare l’asse del partito umbro.
Se toccherà a Chiodini il posto sicuro al Senato (si ricorda che con il caos delle alleanze nel centrosinistra l’Umbria potrebbe finire 7 a 2 per il centrodestra) difficile che ci siano spaccature nel Pd. Su questo deve aver ragionato Bori, insieme al rinnovamento che propugna come sua missione. L’ufficializzazione potrebbe arrivare anche direttamente giovedì, alla riunione della segreteria regionale. Ascani e Chiodini potrebbero essere i primi due eletti del collegio dell’Umbria. Salvo colpi di scena, sempre possibili.
Umbria7 continuerà comunque a seguire passo passo la sempre più vorticosa giostra delle candidature.

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