TERNI – Prima la tromba d’aria in Piazza dell’Olmo, poi la grandine nelle chat.
«Liberiamo la piazza». Neanche il tempo di rimuovere i rami caduti che già nella notte, nella chat dei consiglieri comunali di maggioranza si era scatenata la caccia alla ruspa.
Il La lo ha dato il consigliere di Terni Civica Michele Rossi, invocando la liberazione della piazza dalla tensostruttura che è stata una degli elementi di rigenerazione urbana degli anni Duemila. Da lì, apriti cielo, con tanta voglia di demolire, senza, almeno per il momento porsi il problema della ricostruzione e di una riqualificazione complessiva di uno dei luoghi più significativi della movida ternana.
L’importante è demolire, dunque, poi si vedrà.
Eppure la tensostruttura e l’arredo urbano del 2014 sono stati uno dei momenti più rilevanti della rigenerazione urbana targata Terni.
Al progetto hanno partecipato oltre trenta sponsor, che hanno coperto l’80 per cento i costi del piano, 290 mila euro a firma dell’architetto Alessio Patalocco.
Tra i mecenati il gruppo Garofoli: «A suo tempo – dichiara Paolo Garofoli- abbiamo aderito con entusiasmo, convinti di dare un contributo alla riqualificazione di una città più bella e attrattiva. Ora leggo che questo grande sforzo potrebbe essere vanificato. Penso che sia uno spreco di risorse, energie, passione per Terni. È chiaro che è uno smantellare che rimuove gli sforzi fatti nel passato, un lavoro a suo tempo eroico».
Uno dei problemi che si pone per il futuro di piazza dell’Olmo è l’utilizzo da parte degli operatori commerciali della zona.
Quella copertura tanto invisa agli amministratori comunali di ora era stata richiesta a suo tempo dagli esercizi pubblici per posizionare sedie e tavolini al coperto.
Questa mattina intanto il sindaco Latini, insieme ai tecnici del Comune, si è presentato confermando lo smantellamento della struttura pensile e annunciando un progetto di riqualificazione complessiva non prima di ottobre.
Nel faccia a faccia tra il sindaco e gli operatori commerciali sono emersi nuovi particolari: nei mesi scorsi il quartiere aveva presentato un piano di salvaguardia delle alberature e delle aiuole presenti. Un piano neanche visionato dai tecnici del Comune.
Forse, meglio le motoseghe dei vigili del fuoco entrati in azione nella notte.


