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L’ombra della cassa integrazione dietro alla crisi energetica: si rischia un autunno bollente

Confronto tra i sindacati dei lavoratori e Confindustria Umbria sugli scenari incerti dei prossimi mesi

Lavoro (foto di archivio)

PERUGIA – È stato dedicato esclusivamente al tema del caro energia l’incontro tra Confindustria Umbria, Cgil, Cisl e Uil. A preoccupare entrambe le parti sono, infatti, gli scenari incerti dei prossimi mesi e la consapevolezza che in autunno le aziende che operano in settori ad alto consumo energetico, come siderurgia, chimica, ceramica, cartotecnica, potrebbero valutare l’ipotesi di fermare la produzione, pur in presenza di un apprezzabile portafoglio di ordinativi. Questa prospettiva è allarmante, anche per le ricadute occupazionali e per gli effetti sul salario che si determinerebbero con il ricorso alla cassa integrazione.

«Crediamo – ha sottolineato Vincenzo Briziarelli, presidente Confindustria Umbria – che possa rappresentare un’ipotesi praticabile l’attivazione di un tavolo regionale sul tema dell’energia che coinvolga direttamente anche la presidente Tesei e l’assessore allo sviluppo economico Fioroni con l’obiettivo di portare l’emergenza energetica regionale all’attenzione delle istituzioni nazionali. Nei prossimi mesi la situazione potrebbe peggiorare perché sui costi dell’energia non si prevede a breve una discesa dei prezzi, con l’aggravante che in autunno e in inverno il consumo di gas andrà ad aumentare. Anche per questo, oltra a chiedere che sia fissato un tetto al prezzo del gas, vorremmo che potesse essere valutata la possibilità di aprire corridoi di emergenza anche per il gas, così come è stato fatto per l’esportazione di grano dall’Ucraina con il fine di gestire sia l’emergenza legata al fabbisogno alimentare che mitigare i problemi di natura economica e sociale. Confidiamo – ha concluso Briziarelli – che le istituzioni regionali dimostreranno anche in questa occasione la sensibilità già manifesta su queste tematiche». 

«È stato un primo incontro utile – hanno dichiarato i sindacati – a cercare soluzioni comuni per i lavoratori e per le imprese in grado di tamponare un ulteriore aggravamento della situazione che, da quanto ci riportano le nostre categorie e le stesse imprese, è purtroppo alle porte con la nuova impennata dei costi energetici. Da questo punto di vista il confronto tra Cgil, Cisl e Uil nazionali ed il governo ha prodotto un primo risultato, ma occorre rafforzare gli interventi contro il caro-energia anche attraverso un’ulteriore tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche, delle multinazionali della logistica e dell’economia digitale. Accanto a questo anche la Regione Umbria dovrebbe fare la sua parte, per questo chiediamo la convocazione di un tavolo con le parti sociali dove portare le istanze di lavoratrici e lavoratori dell’Umbria».

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