in , , ,

Valzer delle candidature/Il Pd va veloce. Ascani sì, Cristofani probabile. In pole position nei collegi: Betti (o Chiodini), De Rebotti con Gallinella al Senato

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Passa la linea Bori: niente eccezioni al regolamento elettorale nazionale (però Verini non molla ancora). E i nomi iniziano a girare nel frullatore (fino al 21 agosto). Ecco quali. Nel centrodestra, conferma per Squarta (Camera). Ma è probabile che Fdi chieda di avere anche un secondo collegio

di Marco Brunacci

PERUGIA – Valzer delle candidature. Il centrodestra aspetta Fratelli d’Italia. Il 2 a Todi le proposte della segreteria regionale umbra per Roma. C’è chi dice che potrebbe esserci la richiesta di due dei tre collegi uninominali, anche se, adesso come adesso, pare ci sia un gentlemen agreement che prevede un seggio a Fratelli d’Italia (la Camera di Perugia), uno a Forza Italia, il più blindato di tutti, Camera Terni, per Raffaeli Nevi, sempre che non vada in Calabria, e quello del Senato per la Lega.

Se resta così, Squarta fa il candidato al collegio, con Prisco capolista al proporzionale, e Sciurpa seconda, con l’idea di entrare tutti e tre insieme a Zaffini, sicuro come capolista Fdi al Senato nel proporzionale. Se finisce 7 a 2, come i rilevamenti dell’Istituto Cattaneo lasciano intendere, 4 esponenti su 7 li può avere FdI. Ragionevolmente.
E invece molto più avanti è il Pd, la direzione regionale (50 eletti più i membri di diritto come la Marina Sereni – presenti alla riunione – e Anna Ascani – anche lei presente – più consiglieri regionali – erano presenti Paparelli e Donatella Porzi non Simona Meloni) ha approvato il documento che certifica come l’Umbria voglia, da un lato, avere solo candidati “in regola con le regole” e cioè senza bisogno di deroghe e a posto con i versamenti e tutto il resto, senza che si facciano eccezioni di sorta. E, in secondo luogo, che rispondano al criterio della territorialità. Rappresentino insomma i vari territori dell’Umbria.
Non è difficile capire che il sì della direzione è un successo del segretario regionale Bori – che ha avuto anche l’endorsement su questo dei suoi avversari nella corsa alla segreteria, Presciutti e Torrini – e un colpo per Walter Verini, tesoriere nazionale del partito, il quale ancora spera di essere candidato in Umbria ma a questo punto ha davvero poche chance.
Bori ha anche annunciato che, all’interno delle liste del Pd, per accordo nazionale, ci saranno candidature di esponenti del Partito socialista, della sinistra che fa riferimento ad articolo 1 e al movimento cattolico Demos.
Invece per la coalizione, il M5s di Conte sembra fuori da qualunque intesa anche di desistenza. Nessun accordo, per ora, neanche con Italia viva di Renzi. Mentre viene considerato questione di ore l’annuncio dell’accordo con la galassia Calenda, ex Forza Italia inclusi. Il che non impedirebbe di andare uniti anche alla Sinistra di Fratoianni e ai Verdi, oltre che all’agglomerato Di Maio-Sala.
Come si vede il Pd va di fretta. Bori ha già in mente di andare insieme con alcuni esponenti della sua segreteria da Letta. Le liste (almeno quella del Pd, in attesa di chiarirsi sulla coalizione) sono da considerarsi imminenti.
E allora via con i nomi. Anna Ascani, che ultimamente è lettiana al titanio, capolista del proporzionale del Pd alla Camera. Posto blindato. Al collegio di Camera di Perugia ci va un sindaco. E sarà del Trasimeno: Betti da Corciano, in pole position, tallonato da Chiodini (che era partito fortissimo anche per il Senato, ma ora insegue) e da Pasquali.
Uninominale Camera Terni: anche qui un sindaco. Di Gioia? Sì, però. Ma, alla fine, chi meglio di De Rebotti, ex sindaco di Narni da poche settimane?
Eccoci al Senato. Per la lista del Pd (che elegge di sicuro il capolista), seguendo il criterio della territorialità: dato che la Ascani conta per l’Alta Umbria – anche se su suggerimento nazionale – spazio alle altre aree geografiche. Quindi: la Malafoglia o Spinelli per Terni, Talanti o la Pasquino per Orvieto, Flagiello per la “terza provincia”, ma soprattutto il lettiano, moderato, con una storia personale da professionista e una esperienza politica da assessore, Sauro Cristofani, che è anche segretario, con ampia maggioranza, di Perugia. In questa maniera il capoluogo tornerebbe in Parlamento. E non è – anche dal punto di vista politico generale – una cosa da poco.
Chi va a battersi per l’uninominale al Senato, test per niente facile? Qui si pensa a un esponente della coalizione. E se questa è l’idea, al momento, è difficile immaginare qualcosa di diverso da Filippo Gallinella, deputato uscente dei Cinquestelle approdato alla sponda Di Maio. Tenendo presente che l’intesa con Azione ancora non c’è ma nessuno vede un Grimani o un Leonelli sostenuti dal Pd umbro.

Beccato in flagrante a rubare in un’auto parcheggiata: arrestato 29enne

Torna la 41esima edizione della Settimana magionese