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Fabio Paparelli: «Il Pd torni alla vocazione maggioritaria e si apra alle migliori energie della società civile»

Verso le elezioni, la nota del consigliere regionale Dem

di Fabio Paparelli, consigliere regionale Pd e portavoce della minoranza in assemblea legislativa
(Riceviamo e pubblichiamo)

TERNI – Il prossimo 25 settembre, com’è noto, gli italiani saranno chiamati alle urne. Le elezioni arrivano nel bel mezzo di una situazione di grave crisi internazionale ed economica. Andremo a votare nelle peggiori condizioni possibili, anche in considerazione del fatto che agosto è un mese difficile per stringere alleanze e organizzare strategie di lungo corso.

Troppo poco tempo per strutturare coalizioni in grado di essere davvero credibili. Tant’è che, nonostante gli sforzi compiuti dal Segretario Enrico Letta, il Partito Democratico non è riuscito a dare vita ad una coalizione ampia, europeista, riformista, progressista e ambientalista che si sarebbe dovuta battere con le destre sul piano delle idee e dei progetti per l’Italia.

A seguito della mancata alleanza con il partito di Calenda, e, verificata l’impossibilità di promuovere una coalizione in un campo largo, per il Pd è il tempo di tornare alla sua originaria vacazione, quella maggioritaria. Ciò significa avere la forza e l’ambizione di parlare a tutti gli italiani e non solo ad una parte di loro, provando a dare risposte semplici ai tanti problemi complessi che investono l’intera società italiana.

Il Pd può ancora conquistarsi un ruolo centrale, ma solo a patto che torni a fare il Pd, ovvero un partito in grado di confrontarsi e dialogare con la società civile, promuovere e stimolare la democrazia interna, riuscendo a fare le sintesi più avanzate.

E quando il Pd è unito e aperto alla società, è in grado di trasformarsi in un magnete, capace non solo di fare scelte coesive e responsabili, ma anche di guidare un processo di aggregazione più ampio.

Il profilo dei candidati che saranno chiamati a correre per il Pd, mi auguro sia coerente e funzionale rispetto a questa idea. Candidature fortemente competitive e riconosciute come l’espressione migliore del panorama politico, civico e amministrativo, in Italia, cosi come nella nostra regione. Il civismo, infatti, può rappresentare quel lievito che ai tempi dell’Ulivo permise di superare la sclerotizzazione del sistema partitico.

Serve però, proprio in queste ore, uno sforzo di responsabilità che eviti ulteriori frizioni interne e un clima di confusione e spaesamento. Occorre dunque abbandonare ogni istinto mosso da ambizioni e risentimenti personali, che finirebbe solo per spianare la strada a candidature di ‘parvenu’ catapultati da Roma.

Al contrario, in un contesto di forte innovazione e vera apertura, ritengo debbano essere utilizzate, non solo tutte le migliori energie, ma penso anche a figure della società civile che abbiano già dimostrato il loro indubbio valore e a quelle esperienze civiche che, attraverso solide alleanze riformiste, hanno conseguito importanti risultati regionali e comunali.

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