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Il Distretto di filiera del vino umbro diventa una realtà

Si va verso un rafforzamento di un’identità territoriale del comparto

PERUGIA – Il Distretto di filiera del vino umbro è realtà e, a riconoscerlo ufficialmente, è la determinazione dirigenziale dell’assessorato all’agricoltura della Regione dell’Umbria n. 8551dello scorso 25 agosto che arriva dopo oltre un anno di lavoro che ha visto la stretta collaborazione tra Umbria Top Wines, capofila del progetto, 3A Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, che ha curato la regia tecnica, e il team di progettisti specializzati, guidato da Manlio Cassandro, oltre che alla stessa Regione dell’Umbria.

«Il Dif è un progetto che ha mostrato fin dal suo inizio una complessità non indifferente – ha spiegato Massimo Sepiacci, presidente di Umbria top – per cui è stato necessario costruire in maniera condivisa un piano di azioni e di obiettivi che mettesse al centro il solo e unico interesse del comparto vitivinicolo regionale e il suo futuro sviluppo. Arriva dopo un lungo lavoro di compos izione, che abbiamo scelto di comunicare solo nel momento in cui ha assunto una reale consistenza. Oggi il Distretto del vino regionale è realtà e possiamo comunicarlo e cominciare a lavorare concretamente al raggiungimento dei suoi obiettivi. Un ringraziamento speciale va all’assessorato all’agricoltura della Regione Umbria e, in particolare all’assessore Roberto Morroni, che ha fin dall’inizio sostenuto il nostro progetto, in risposta all’esigenza di potersi interfacciare con un soggetto rappresentativo dell’intero comparto».
Tra le finalità del distretto rientrano l’incremento produttivo di uve da vino, con particolare attenzione ai vitigni autoctoni e di territorio, garantendo al contempo la sicurezza alimentare; la promozione dello sviluppo territoriale, della coesione e inclusione sociale, con un’attenzione particolare anche alla riduzione dello spreco alimentare; l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, nella consapevolezza della necessità di una riduzione dell’impatto delle produzioni stesse sull’ambiente, e della salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari. I principali obiettivi verranno perseguiti attraverso la creazione e/o il rafforzamento di un’identità territoriale del comparto, la valorizzazione dei vini di qualità secondo le norme Ue (Doc-Igt-Bio) e lo sviluppo del comparto nel suo complesso nonché delle imprese della regione sui temi della ricerca, della sostenibilità e dell’innovazione.

Su tali assi portanti il distretto potrà, dunque, favorire un modello di crescita sostenibile per il territorio, fungendo, al contempo, da stimolo e strumento di dialogo con le istituzioni per promuovere politiche, proposte, attività di ricerca, formazione e progetti di crescita condivisa. Sarà compito del Dif anche quello di strutturare proposte, progetti per l’infrastrutturazione del distretto, coerentemente con le esigenze di qualità delle produzioni enologiche e di salvaguardia ambientale e paesaggistica, nonché contribuire a implementare l’integrazione tra produzione agricola, enologica, ospitalità rurale, agriturismo, enoturismo, valorizzazione dei beni storico- culturali, nell’ottica e con l’obiettivo di una comune identità territoriale.
«Grazie alla determina regionale che autorizza Umbria Top Wines, in qualità di rappresentante del comparto, inizieremo da subito il capillare lavoro di analisi avanzata e di programmazione delle molteplici attività che ci aspettano – ha precisato la coordinatrice di Umbria Top Gioia Bacoccoli – a cominciare dalla raccolta delle istanze dei quattro Consorzi di tutela e dei singoli produttori di tutta la regione. Siamo convinti che il DIF del vino umbro rappresenti una grande e nuova opportunità, un volano per il futuro del vino della nostra regione, sotto ogni aspetto».
«L’approvazione in questione – ha specificato il progettista Manlio Cassandro – consente la possibilità per il Distretto di attivare già da subito le diverse fasi, grazie ai progetti di filiera in corso a livello ministeriale e a quelli che saranno banditi in futuro, specificatamente sui contratti di distretto». E proprio in quest’ottica, è in programma nei prossimi giorni una riunione operativa tra tutti i soggetti del distretto per cominciare a lavorare concretamente alle diverse azioni previste dal progetto.

Neri Marcoré_foto Tamara Casula (1)

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