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A rischio l’aiuto alle donne: il centro antiviolenza di Perugia potrebbe chiudere

Fondi bloccati: otto mesi senza stipendio per le lavoratrici

di Arianna Sorrentino

PERUGIA – Bloccate le ospitalità di donne e minori che stanno subendo violenza domestica o di genere. Continuerà ad essere così o potrebbe andare peggio: il centro antiviolenza di Perugia Catia Doriana Bellini potrebbe chiudere tutti i suoi servizi.

Ad annunciarlo è la stessa associazione Libera…mente donna, che ha in gestione il centro. Con in gruppi di opposizione subito allertati e in aiuto: presentata in seduta consiliare una mozione urgente che riguarda proprio le attività dei centri antiviolenza. Basterà? Il problema è la mancata erogazione dei fondi da parte del Comune di Perugia, che mette in difficoltà la sostenibilità economica del centro: da otto mesi le lavoratrici non percepiscono lo stipendio. In realtà è una problematica che si ripresenta ogni anno, ciclicamente. «L’erogazione delle risorse economiche annuali destinate a tali attività, seppur presenti, risultano ferme nelle casse degli Enti Pubblici a causa di un sistema burocratico farraginoso che sta determinando il blocco della rete antiviolenza» scrive l’associazione, che ad oggi è dovuta ricorrere ad una drastica riduzione dei loro impegni. Oltre all’impossibilità di ospitare nuovi nuclei nel centro antiviolenza residenziale e nella casa rifugio, l’associazione al momento è sprovvista del servizio di pronta emergenza dedicato: ciò significa che all’allarme di una donna in difficoltà non sempre potrà garantire il soccorso necessario. Alto, quindi, il rischio sul territorio umbro. Basti pensare al numero di donne che si sono rivolte al centro dalla sua apertura avvenuta nel 2014: sono 2.137. E poi, 180 sono state le donne ospitate insieme ai 195 minori. Solo nel 2022 ne sono state ospitate 14 con 20 minori. Circa il 40% dei servizi è ridotto, così come sono ridotti gli orari di apertura. Per questo motivo l’associazione Libera…mente donna – che dal 2006 svolge attività di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto alla violenza di genere – ha annunciato di non poter escludere, in assenza di intervento immediato, la definitiva chiusura del centro struttura di fondamentale importanza per tutto il territorio. «Crediamo sia indispensabile una presa di responsabilità ad ogni livello della rete antiviolenza e che anche le istituzioni si facciano carico della tutela di donne e minori che vivono situazioni di grave pericolo per la loro incolumità psicofisica, anche garantendo continuità ai servizi a loro rivolti, servizi che nel tempo hanno maturato esperienza e una competenza specifica, requisiti questi indispensabili per garantire una risposta adeguata a sostegno dei percorsi».

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