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Mobilità ciclabile: il documento Fiab per i candidati dei collegi umbri

Decalogo di impegni e richieste

PERUGIA – Composto dalle cinque associazioni di Perugia, Terni, Foligno, Marsciano e Gubbio, il coordinamento Fiab ha inoltrato ai candidati e alle candidate che si presenteranno nei collegi umbri un documento sulla promozione della mobilità ciclabile, elaborato da Fiab Italia (Federazione italiana ambiente e bicicletta).

«Il tema della crisi ambientale – ha ricordato Pietro Stella, presidente di Fiab Foligno e coordinatore regionale – con le sue drammatiche ripercussioni anche sul nostro territorio e così strettamente connesso anche con la crisi energetica e le pesanti conseguenze economiche che stanno mettendo in ginocchio imprese e famiglie, deve rappresentare un urgenza non rimandabile, e favorire la mobilità ciclabile per ridurre consumo e dipendenza da fonti fossili è parte della soluzione».
Nel documento, a firma del presidente nazionale Alessandro Tursi, si ricorda che: «Nello scenario emergenziale da economia di guerra, e che proprio dalla guerra trae origine, in cui è indispensabile e urgente ridurre la spesa energetica e risparmiare combustibili per non fermare le aziende e il lavoro e per non restare al freddo nei mesi invernali, Fiab torna a proporre il tema della mobilità alternativa in bicicletta come una soluzione necessaria. Ricordiamo che fu proprio durante una crisi energetica – quella petrolifera del 1973 – che l’Olanda decise, come Sistema Paese, di cambiare modello di mobilità, iniziando quel percorso che l’ha resa il paese che conosciamo oggi: puntando sulla bicicletta non sono certo tornati all’era preindustriale, ma al contrario questa scelta ha contribuito a rendere il Paese più ricco, moderno e turisticamente attraente, dove si usa il mezzo più efficiente a seconda degli spostamenti».
Segue poi un decalogo di impegni sottoposti ai candidati e alle candidate, in cui si chiede tra gli altri: «l’impegno a dare piena attuazione al piano generale della mobilità ciclistica, di recente approvato in modo bipartisan in conferenza Stato-Regioni, l’integrazione delle politiche sanitarie e sociali, e di quelle di scuola e formazione, con quelle della mobilità attiva – ciclistica e pedonale, per la prevenzione e promozione della salute, e altro ancora, al fine di mettere al centro della politica la transizione intelligente della mobilità, basata sull’offrire ai cittadini la libertà di poter scegliere anche la bicicletta per i più vari spostamenti, in maniera facile e sicura».

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