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Autunno congelato per le assunzioni lavorative, ma l’Umbria è la migliore regione del centro Italia

I dati forniti dalla rilevazione Excelsior di Unioncamere e Anpal parlano di un +1,9% a settembre, mentre si prospetta un -3,2% sul territorio regionale su base trimestrale

Il dato che emerge dalla nuova rilevazione del Sistema Informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’Agenzia nazionale per le politiche attive, non è certo dei più ottimistici: dopo l’ottimo +1,9% a settembre, in Umbria si prospetta un -3,2% rispetto al 2021 per quanto riguarda le assunzioni lavorative nel trimestre settembre-novembre 2022.

In questo quadro trimestrale di difficoltà occupazionale, l’Umbria non brilla ma neppure sfigura, attestandosi a metà classifica (undicesimo posto, la migliore regione del centro Italia.) tra gli impatti che la forte inflazione sta avendo sulle entrate nel mondo del lavoro nel periodo trimestrale settembre-novembre. Se il dato del 2021 parlava di 16.430 assunzioni, per il 2022 si prevede una flessione stimata in 15.900 nuovi posti, con una variazione assoluta che si attesta in 530 unità in meno. Solo Valle D’Aosta, Sicilia ed Emilia Romagna riescono a non uscire dal dato rilevato con un segno negativo, mentre la bandiera nera viene data alla Liguria con un netto -6,9% in punti percentuali. Per la cronaca, nello specifico mese di settembre 2022 l’Umbria è tra le regioni con il segno più (+1,9%), con +110 assunzioni rispetto a settembre 2021.

«Le gravi difficoltà innescate dall’alta inflazione trainata dai rincari stellari delle materie prime – afferma il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – che hanno determinato l’accelerazione nella crescita dei tassi di interesse e quindi accentuato le previsioni di una recessione in arrivo, si riflettono pienamente nelle previsioni delle assunzioni delle imprese, che per la prima volta arretrano dopo trimestri di crescita. In questo contesto – sottolinea Mencaroni – è il commercio, compresso tra le bollette elettriche triplicate quando non quadruplicate e l’inflazione che erode il potere delle famiglie, a pagare il prezzo più elevato, con un drammatico crollo delle assunzioni previste e con il rischio di un numero molto elevato di chiusure di esercizi. Ma soffre anche l’industria manifatturiera, come i dati Excelsior ben dimostrano. Il cielo si è fatto plumbeo e, nel rilevare come in questo contesto il trimestre settembre-novembre possa per fortuna contare, soprattutto per quanto concerne il mese di settembre, su un apporto positivo del turismo, appare necessaria e urgente l’adozione di provvedimenti incisivi per frenare i maxi rincari dell’energia e offrire un maggiore sostegno al potere d’acquisto delle famiglie, attivando con decisione la leva della riduzione del cuneo fiscale sulle retribuzioni».

Nel 23% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 77% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita.) Si concentreranno per il 66% nel settore dei servizi e per il 68% nelle imprese con meno di 50 dipendenti e il 18% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (26%), confermando su questo fronte la mancanza relativa di un numero adeguato di medie e grandi imprese nella regione.

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