A.P.
TERNI – «Le previsioni di spesa per il caro energia sono alte, e c’era da aspettarselo. Ma siamo convinti che lavorando il doppio, riusciremo a far quadrare i conti benissimo». Manila, Stefano e Lorenzo apriranno mercoledì 14 settembre la gastronomia, panetteria e pizzeria nella quale lavoravano fino ad un mese fa: Cibus. E che decidono di rilevare non appena si presenta loro l’occasione giusta, senza pensarci due volte.
In piena bufera scatenata dal caro energia, prendono in mano le redini di tutto, diventando i titolari di quell’attività storica che si affaccia su piazza Valnerina, punto di riferimento per tanti giovani, famiglie, professionisti e calciatori. «Gli aumenti di luce e gas non saranno il problema – dicono i tre imprenditori – perché abbiamo deciso di contrastarli sacrificandoci di persona. Vorrà dire che abbasseremo le luci quando si tratterà di preparare le pietanze, tireremo su le saracinesche prima dell’orario di apertura per controllare che tutto sia in ordine e faremo tutto quello che serve per mandare avanti questa nostra attività al meglio». «Nostra», dicono. Perché se la sentono loro da quando ci sono andati a lavorare: chef Stefano ai fornelli, Manila al banco, Lorenzo ad impastare e infornare le pizze. E adesso è davvero la loro. Sono euforici. Hanno i tavoli sotto sopra, la cucina smontata, le vetrine tutte da ripulire. «Ma per mercoledì sarà tutto perfetto – assicurano – e ci saranno anche tante specialità gastronomiche in più». «Daremo continuità a quella che inizialmente nasce come tradizionale rosticceria e abitueremo i nostri clienti a venirci a trovare anche per un aperitivo a tema, a fermarsi a magiare da noi e molto altro». Di domenica tutti e tre a faticare e a rivedere anche il menù. E i prezzi: «Siamo riusciti a limare qualcosa». La loro politica non sembra quella del commerciante che punta sui ribassi, ma del capo famiglia che va incontro alle esigenze dei figli e se può, concede di più.
In tempo per accogliere il pubblico di Umbria Jazz, le band e i musicisti che per quattro giorni invaderanno la città, aprono. «Il sogno di una vita» – per Manila. «La necessità di costruirci un futuro», per Stefano e Lorenzo.





