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Chiacchiere a zero, il 2021 è stato un anno da incorniciare per l’economia umbra. Ma conta l’edilizia e troppi se ne dimenticano

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Dopo l’Aur è il Centro studi Tagliacarne a certificare con pochi numeri precisi che Perugia e Terni sono state tra le più virtuose province italiane. E che l’Umbria è con le regioni top per essere tornate alla situazione economica pre Covid. Ora però servono ricette per il futuro

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ci sono dati economici che con la forza e la sobrietà di pochi numeri raccontano situazioni, depurandole dalla propaganda come dalle mistificazioni.
E allora eccolo il nitido spaccato del Centro studi Tagliacarne, che ogni anno fotografa la situazione delle province e della città metropolitane italiane. Nel 2021 Perugia e Terni hanno prodotto 21 miliardi di plusvalore. Per cui l’Umbria è stata tra le regioni virtuose che per prime sono tornate alla situazione economica pre Covid.
Bisogna aggiungere altro?

Forse che ci sono stati aiuti azzeccati dello Stato ma anche della Regione, come aveva già segnalato l’ultimo studio dell’Aur. Ma anche che c’è stata una vitalità nella risposta umbra alla crisi come in pochi altri contesti è successo.
L’ottima performance umbra del 2021 non è una novità ma una conferma, appena un granello di ottimismo oggi, in piena crisi delle bollette e mentre tutto il mondo mette in preventivo una prossima fase di dura recessione (seguito pressoché inevitabile del rapido aumento dei tassi, che dovrebbe porre argine all’inflazione).
La creatività delle imprese umbre e il loro essere coriacee e abituate a confrontarsi con le circostanze avverse, piccole e flessibili come sono, saranno sufficienti per
superare queste due crisi, una in atto, una solo annunciata ma già all’orizzonte?
Si tratta di attendere per vedere, intanto dalla ricerca Tagliacarne si deve imparare un dato e tenerlo a mente: senza l’edilizia non c’è ripresa. Perché se è vero che il grosso dei 21 miliardi di plusvalore prodotto dell’Umbria è rappresentato dai servizi, come sempre in una società avanzata, la ripresa è in gran parte del comparto edilizio.
Merito del superbonus del 110%? Sicuramente in parte sì.
Ma il tema di oggi, per qualunque governo si prospetti, non è tanto lo strumento da utilizzare, quanto l’assoluta necessità di restare al fianco del comparto edilizio. Senza il quale, dati alla mano, ogni tentativo di ripartenza va a farsi friggere.

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