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Così Cna ha inventato il Festival delle concretezze e portato mille imprenditori a confrontarsi con la politica e l’amministrazione

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Al summit del Quattrotorri temi precisi e una platea di protagonisti del presente che sentono la responsabilità di progettare il futuro. La formula vincente: fiancheggiatori di nessuno, interlocutori di tutti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Facciamo un “dietro le quinte” per scoprire il successo del summit di Cna, i piccoli imprenditori organizzati da una sigla storica che ha saputo rinnovarsi e che porta più di mille persone (gente vera) a discutere, a chiedere, ad applaudire, a rumoreggiare, confrontandosi con la politica e l’amministrazione sapendo che ha tanto da dare, ma qualcosa non può non ricevere?

E allora scopri che il dietro le quinte è un “davanti alle quinte”: tutto chiaro, tutto trasparente. Ecco il giovane presidente Michele Carloni, quando si dice la persona giusta al posto giusto, che sa parlare solo il linguaggio delle cose concrete. Che vogliamo epr continuare a produrre ricchezza e lavoro? Meno tasse, meno burocrazia, scuola dei mestieri accanto all’Its, che ha un ruolo ma non è tutto quello che serve. E poi: ricerca, sviluppo e – sentite un po’ – attenzione speciale ai flussi demografici. Come dire: noi siamo il presente, ma sentiamo la responsabilità di progettare il futuro.
Bella cosa, merita mille spettatori che applaudono.
Il “gioiello” di organizzazione è stato messo in piedi, negli anni, dal lavoro, anche ruvido, del direttore di Cna umbra, Giannangeli, con l’idea che non si dovesse essere fiancheggiatori di nessuno, ma interlocutori di tutti. Missione compiuta. 

Umbria7 ha già fatto con cura cronaca sulla sua relazione, come su altre. Qui diciamo solo che ha consegnato ai candidati umbri, a quelli che vogliono studiare e non si accontentano di scaldare un posto in Parlamento, un puntuale vademecum dell’emergenza che vanno ad affrontare.
Va detto che in questo festival delle concretezze si è trovata a suo agio Donatella Tesei. La presidente della Regione si è presa una razione abbondante di applausi – roba vera, non di rispetto istituzionale – perchè da una parte ha rivendicato quello che ha fatto ed è ormai sancito da tutte le ricerche economiche (quella della Aur di casa come quella del Tagliacarne). E cioè: aver portato l’Umbria tra le regioni italiane migliori per performance su prodotto interno lordo, disoccupazione ed export. In sostanza: in tre anni di disgrazie intervallate da qualche schiarita fugace, più benessere. Di sicuro meglio rispetto agli ultimi 10 anni. E qui è questione di numeri, non di simpatie.
E anche le aperture che Tesei fa sono dettagliate, non generiche, quindi apprezzate: minori restrizioni sul fotovoltaico (ma in tanti chiedono di rivedere i provvedimenti già presi), ascolto delle imprese messe al centro dello sviluppo. E poi via sulle ricette nazionali (un po’ Meloni, un po’ Salvini) come già fatto al summit economico di Acacia: sì alla versione del Pnrr per contrastare la crisi energetica, sì allo scostamento di bilancio per lanciare una ciambella di salvataggio a famiglie e imprese nell’immediato, sul modello inglese.
Confronto sulle cose concrete. Ecco la formula del successo Cna.
E vogliamo dire due parole sulla formula scelta del road show platea-candidati alle prossime elezioni, che solo qui – con la regia del “geniaccio” di Giannangeli – poteva venir fuori senza diventare una defatigante parata di vuote promesse, una recita scolastica natalizia di buoni propositi per il futuro?

Erano 12 davanti a 3. 12 dell’area di centrosinistra, 3 di centrodestra. E solo il colpo d’occhio ha dato un vantaggio a destra. Meno campane a suonare. Il resto lo hanno fatto il tono finanche crudo della Zaffini-pensiero, esemplificazioni comprese, e le stoccate di Caparvi al reddito di cittadinanza (ogni colpo, un’ovazione, ma qui gli piaceva vincere facile).
Però una segnalazione per De Rebotti: non è un caso che ha fatto  (e ha fatto bene) il sindaco e al festival delle concretezze si ritaglia un ruolo da protagonista (anche perchè è capace di lodare Tesei sul lavoro fatto per l’export, senza fare sconti in altri campi e picchiando sulla Lega). E apre un orizzonte pragmatico, quel che piace agli imprenditori piccoli e determinanti di questa platea davvero speciale.
Che riscontri per il Terzo Polo? Porzi e Casciari, con il loro stile, e la platea che annusa quale arrosto c’è al di là del fumo.
Finale con applausi. Per Cna.

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