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Perugia-Città del cioccolato? Si fa. Il bando entro fine anno. Il jazz alla Turrenetta, si parte subito

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Lo splendido scenario del Mercato coperto non resterà abbandonato nelle brume di un progetto fumoso per altro tempo: la svolta del sindaco Romizi e l’accelerazione necessaria. Restano problemi per il Turreno, ma Scoccia assicura che anche lì partirà subito la ristrutturazione

di Marco Brunacci

PERUGIA – Perugia al bivio. La Città del cioccolato si farà. Il sindaco Romizi sembra stavolta determinato: serve conferma, ma sta partendo un bando con conclusione a fine anno. Il Mercato coperto finalmente cambierà pelle e sarà al servizio della città.

Lo splendido panorama della Terrazza chiusa per troppo tempo potrebbe davvero tornare a essere una delle attrazioni straordinarie della proposta turistica di Perugia (e un amarcord affascinante per i cittadini che se la fossero persa). Appoggiandosi alla storica balaustra, eccovi servite, davanti ai vostri occhi, San Domenico in primo piano, San Pietro ineguagliabile, e la campagna umbra, accogliente, ondulata, dal verde intenso.
Il tempo che si è perso finora non ha tante giustificazioni, ma si confonde tra le brume di un progetto che faceva acqua da tutte le parti fin dall’inizio. Ora il sindaco può contare sul tandem di assessori Scoccia-Giottoli, che vuol fare risultato, non ipotesi e teoria.
E a proposito: Margherita Scoccia ha concluso il contratto che permette ai vecchi locali della Turrenetta di avere un ingresso autonomo in via Bartolo. La città del jazz vicino alla città del cioccolato? Magari. È per ora una ottimistica ipotesi avanzata qualche settimana fa da Umbria7.
Romizi sarebbe pure qui d’accordo, ma ci sono problemi ancora non risolti sul Turreno, anche se partiranno i lavori anche all’ex cinema, insieme a quelli per la Turrenetta.
La Turrenetta diventerà invece di sicuro uno spazio (non certo enorme) per il jazz. Come? I dettagli tra breve, ma non sarà lungo neanche il percorso di ristrutturazione. Finalmente qualche ipotesi di lavoro concreta, dopo tante attese e dopo l’inseguire inutile di progetti fumosi.

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