A. P.
TERNI – Via Borsi: il Boulevard può attendere. Domani, lunedì 10 ottobre, partono i lavori “conservativi”: «Si tratta della prima fase dell’intervento che consentirà di ripristinare le condizioni di sicurezza della strada danneggiata dalle radici dei pini abbattuti nei giorni scorsi e che saranno sostituiti, come già comunicato, con alberature più adeguate».
La nota di Palazzo Spada arriva davvero due giorni fa, mentre gli alberi sono stati abbattuti due mesi fa (la seconda metà di agosto). E comunque, a parte i tempi che non tornano, gli interventi programmati riguarderanno gli scavi per la sostituzione dei cavi elettrici a cura di Asm, la sistemazione dei marciapiedi e del manto stradale. Seguirà la messa a dimora di alberi “giovani” in sostituzione dei pini abbattuti (di essenza compatibile al contesto urbano e con elevate caratteristiche fitodepurative dell’aria).
«Nella progettazione – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Benedetta Salvati nella stessa nota con cui annuncia l’apertura del cantiere in via Borsi – si è scelto di applicare un criterio conservativo della conformazione geometrica e architettonica del viale. Sarà così mantenuto l’assetto originario delle aiuole, le proporzioni lineari e trasversali, l’armonia generale di uno dei viali residenziali più belli ed apprezzati della città». Per consentire la realizzazione dei lavori, è stato istituito il divieto di sosta e di fermata nel lato dei civici pari, da piazzale dell’Acciaio fino a viale Cesare Battisti. Il cantiere proseguirà per tratti successivi di circa 60 metri lineari fino al completamento dell’intera via. Dunque l’abbattimento dei pini di via Borsi, identitari di quel quartiere residenziale, non costituirà l’occasione per far nascere qualcosa di diverso. Un mese fa Marco Angeletti, presidente della Federazione italiana ambiente e bici, propose di approfittare del taglio degli alberi per creare qualcosa di nuovo, che andasse oltre il concetto di togliere e rimettere lasciando intorno tutto come era prima. «Le città che crescono e diventano attrattive sono quelle che osano di più – dichiarava il mobility manager – che cambiano il punto di vista, che forzano i tempi e costruiscono culture sostenibili. Via Giosuè Borsi ci offre questa grande opportunità, la prima pietra per un centro diverso, sicuro, verde, più sostenibile, vicino all’ambiente e all’uomo». L’ esperto di mobilità sostenibile e di tutela dell’ambiente proponeva una sistemazione rivoluzionaria anche per le vie limitrofe. «A mio avviso sarebbe un vero peccato limitarsi a ripristinare qualche albero e lasciare tutto com’è. Non significherebbe certo rigenerare un’area urbana». «Ci sono le condizioni – tecniche e logistiche – per creare il primo tratto di “Boulevard – parco verde funzionale” che ospita nuove alberature, nuovo verde e infrastrutture ciclabili e pedonali di ampie dimensioni per una mobilità nuova, attiva, sostenibile e sicura, un vero passo avanti per la Terni del domani».
Un progetto che poteva essere definito in poche settimane per poi essere preso come modello per richiedere fondi specifici o drenare energie da altri capitoli al fine di creare qualcosa di diverso e utile. E per “diverso” Angeletti intendeva «cinquecento metri di futuro per riconnettere in modo nuovo via Borsi a via Battisti con la rotonda in progetto su viale dello Stadio, includendo la rigenerazione dell’area scolastica di va Buonarroti e piazza delle Arti».


