in ,

Il Capodanno Rai e la Notari della discordia: «Una vergogna». «Macché, è una vetrina. Solo a Perugia tutto diventa fastidio»

Si infiamma il dibattito in città sulla sala usata come camerino per lo show di Amadeus

Sala dei Notari, Perugia (foto di Cristianopelagracci - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28180196)
Di Arianna Sorrentino

PERUGIA – Non si arrestano le polemiche riguardo la questione capodanno Rai a Perugia. Ancora in molti continuano a mostrare non solo perplessità, ma veri risentimenti per la scelta del Comune di Perugia di utilizzare alcuni spazi di palazzo dei Priori – tra cui la sala dei Notari – come camerini, per gli ospiti che saliranno sul palco nella notte del 31 dicembre, per lo show di Amadeus. Nuove voci e nuove posizioni sono emerse sui social negli ultimi giorni, come quella di Vanni Capoccia della Società di mutuo soccorso, che in un lungo post pubblico nel suo profilo Facebook, oltre a lamentare la chiusura della sala storica, per un mese e mezzo, a cittadini e turisti e per il fatto che la stessa «è stata smontata dalle poltrone per trasformarla in uno spogliatoio», fa anche notare il «silenzio» della città.

A suo avviso, cioè, soprintendenze, aule universitarie, associazioni cittadine e di quartiere, politica e redazioni hanno taciuto riguardo la scelta di occupare in questo modo la sala. Smuove lo storico dell’arte Pietro Scarpellini con la citazione «innanzitutto c’è il quadro, poi tutto il resto», per dire che «la Sala dei Notari è stata guardata da Sindaco, assessore alla cultura, maggioranza con sguardo deformato centrato sullo spettacolo di Capodanno senza nemmeno pensare che a poche decine di metri c’è il Teatro comunale Morlacchi con camerini e tanti ambienti da poter utilizzare». Vanni Capoccia così nel suo post a caratteri maiuscoli dal titolo “la Sala dei Notari uno spogliatoio, che vergogna!” dà spunti di riflessione ai suoi utenti Facebook. Dibattito vivace, c’è chi propone «non si potrebbe fare un presidio, o una manifestazione davanti al Comune?» per far sentire la voce di chi non è d’accordo con la scelta dell’utilizzo della Sala dei Notari come spazio dedicato alla produzione del programma con camerini dedicati agli artisti che andranno a animare e divertire gli umbri la notte di Capodanno. Appoggiato da chi sostiene che «bisogna uscire dalle piazze virtuali e tornare in quelle reali. La denuncia, le prese di posizione, le riflessioni, le contestazioni sui social lasciano tutto invariato», e poi c’è chi vuole portare il caso alla cronaca nazionale, considerandolo, evidentemente, un argomento di alto spessore che merita attenzione, «mi pare che siamo in parecchi a denunciare questa offesa alla città. Ma sbagliamo il mezzo di comunicazione: ho chiesto a un amico di scrivere su Repubblica di queste vere e proprie violenze alla città e ai suoi cittadini». C’è chi la ritiene un’offesa – «l’ennesima» – alla città di Perugia.

Ma c’è anche chi ricorda la potenzialità di un evento come questo, considerando queste polemiche «sterili». Lo fa Matteo Grandi, giornalista e direttore di Piacere Magazine, in un video Instagram. «Oggi sono rientrato su Facebook dopo tanto tempo e mi sono ricordato perché non rientravo più da tanto. Sotto gli occhi mi si è parato subito uno di quei dibattiti surreali che solo una città come Perugia a volte sa regalare. In questo caso al centro della polemica c’è l’ultimo scandalo: il fatto che qualcuno abbia osato immaginare di poter dare palazzo dei Priori come servizio camerini per il capodanno di Rai uno. Tenete conto che il capodanno di Rai uno è un evento planetario, un capodanno che a livello di audience è secondo al festival di Sanremo, e città come Matera, che ci ha battuto come capitale della cultura, sul capodanno di Rai uno ha costruito un pezzo di notorietà e visibilità e lo ha sempre accolto con entusiasmo senza perdersi in sterili polemiche. Ecco mi piacerebbe che anche a Perugia non ci fossero queste polemiche. Il capodanno a Perugia è un’occasione meravigliosa, è una splendida vetrina per la città, solo da noi sembra che diventi un fastidio e su tutto debba essere fatta polemica strumentale».

Ma intanto c’è chi lancia una petizione: «I camerini? Al Turreno che è lì da 10 anni a fare la muffa»

Violenza sulle donne: a Perugia una vittima in ospedale ogni quattro giorni

«Disturbi alimentari, in Umbria 30 per cento di richieste di aiuto in più: servono investimenti non tagli»