in

L’Italia luogo d’incontro di popoli: se ne parla a Perugia

A palazzo Gallenga i lavori si concentreranno in particolare sui “nuovi” italiani emigranti

L'Università per stranieri di Perugia (foto Settonce, ©RIPRODUZIONE RISERVATA)

PERUGIA – Due giorni, martedì 15 e mercoledì 16 novembre, per il convegno internazionale organizzato dall’Università per stranieri di Perugia, per promuovere un aggiornamento della mappa linguistica relativa alle migrazioni in Italia e per documentare la fisionomia dell’italiano odierno fuori dal Paese.

Attraverso un nutrito programma di contributi di taglio sia teorico che empirico, connotati da approcci e prospettive diverse, i lavori si concentreranno in particolare sui “nuovi” italiani e sui nostri emigranti, ovvero su coloro che anche in tempi recenti hanno lasciato l’Italia e che risiedono all’estero.
L’assunto scientifico da cui il convegno prende le mosse è che l’emigrazione dall’Italia è un dato endemico, costitutivo dell’impalcatura nazionale e presente da prima dell’Unità: negli ultimi 16 anni, ad esempio, gli italiani che sono andati a risiedere oltre confine sono aumentati dell’82%, a fronte di una popolazione autoctona che invece sta sprofondando in un lungo e gelido inverno demografico. Protagonisti di questa nuova stagione migratoria sono sia giovani (nella fascia di età fra i 20 e i 34 anni), che nuclei familiari con minori, e anche persone mature (tra i 50 e i 65 anni). Rispetto al passato, inoltre, le differenze di genere si sono attenuate e sono molte le donne che partono per realizzarsi personalmente e professionalmente. Ma espatriano anche i “nuovi” italiani, ovvero i cittadini di origine straniera divenuti italiani grazie allo ius sanguinis o alla lunga residenza in Italia: sono infatti circa 79mila i nuovi italiani che tra il 2012 e il 2019 hanno trasferito la loro residenza all’estero, soprattutto albanesi, macedoni, kosovari, bangladesi, indiani e pakistani.
«Sulla base di questi e di altri dati il convegno – spiega la docente unistrapg Francesca Malagnini che insieme a Roberta Ferroni ha organizzato l’evento – intende riflettere sulle dinamiche linguistiche in uso nelle comunità italiane nel mondo; documentare le varietà degli italiani e dei “nuovi” italiani che risiedono all’estero; analizzare i rapporti di contatto fra le lingue d’origine e quella del paese ospitante; indagare l’identità sociale e culturale degli emigrati italiani e dei nuovi italiani che vivono fuori dai confini nazionali; prospettare nuove politiche linguistiche».

L'uomo nero_libro di Alvaro Fiorucci

Il mistero irrisolto di Sonia Marra: a Magione la presentazione del libro “L’uomo nero”

bandecchi

Terni, Bandecchi in campo per la convenzione ma in consiglio comunale arrivano i Noprivax